Social network, stop della Ue. Viviane Reding, commissario alle telecomunicazioni, sul suo sito: "Internet non diventi una giungla"

Social network, stop della Ue
"Tutelare profili dei minorenni"
Viviane Reding, commissario alle telecomunicazioni, sul suo sito: "Internet non diventi una giungla" di BENEDETTA PERILLI

Social network, stop della Ue "Tutelare profili dei minorenni"
GLI iscritti sono arrivati a 200 milioni, gli 007 lo affollano per reperire informazioni, le agenzie pubblicitarie lo usano per trovare nuovi collaboratori, la giornalista Olga Liuma è stata indotta alle dimissioni per aver pubblicato un link ad un quotidiano che non è il suo. E Facebook continua a far parlare. Così come gli altri social network che, sebbene meno in voga di un tempo, non smettono di preoccupare per aver assottigliato la linea che demarca il pubblico dal privato.

Dopo l'appello del Garante per la privacy Francesco Pizzetti, che invitava gli utenti dei social network a tutelare le proprie informazioni online, il nuovo alt arriva dalla Commissione Europea che stringe la morsa sulla protezione dei domini privati su internet e sugli altri supporti elettronici chiedendo, con una campagna, una revisione della legislazione europea a riguardo.

A farlo ci pensa Viviane Reding, il commissario responsabile delle telecomunicazioni, che nel video messaggio settimanale lanciato dalle pagine del suo sito personale affronta il tema della tutela delle informazioni personali nell'era digitale. E se la prende anche con i social network. "Vuoi che internet diventi una giungla? Potrebbe presto accadere, se non si riesce a controllare l'uso dei vostri dati personali online - questo l'inizio dell'appello del commissario, che poi continua - la privacy è un aspetto importante della cultura europea, tutelato per anni dalle legislazioni. Credo sia un diritto di tutti i cittadini europei controllare come le proprie informazioni personali vengano utilizzate".

Reding ha avvertito che l'Unione europea agirà contro gli stati membri che non applicheranno le regole per assicurare la privacy e per garantire che i cittadini possano dare il loro parere prima del trattamento dei loro dati personali. Tre le tecnologie e le applicazioni commerciali più a rischio: i social network, la pubblicità comportamentale e i sistemi di autentificazione automatica RFID.

Facebook e compagnia sono dunque i primi della lista per l'enorme potenziale di comunicazione che avvicina le persone ma le rende più vulnerabili. Soprattutto per quanto riguarda l'identità dei minori. "Credo che almeno i profili dei minorenni dovrebbero essere esclusi dai risultati dei motori di ricerca - spiega Viviane Reding - la Commissione europea ha già richiamato i principali siti di social networking a trattare i dati dei minori con maggiore attenzione, soprattutto tramite l'auto-regolamentazione".

Anche la pubblicità preoccupa la Commissione europea che punta il dito contro i sistemi che monitorano la navigazione degli utenti su internet per poi tracciare un loro profilo più dettagliato. "Le regole europee sulla privacy sono cristalline: le informazioni su una persona possono essere usate solo con il suo previo consenso", ha spiegato il commissario, aggiungendo: "non possiamo rinunciare ai principi di base e avere tutti i nostri scambi monitorati, registrati e raccolti in cambio di una promessa di pubblicità più mirata".

Altro trend preoccupante è quello dei RFID, i sistemi di autentificazione con microchip - come ad esempio le tessere elettroniche degli autobus - che, mentre da un lato rendono la vita quotidiana più efficiente e organizzata, dall'altro, come spiega Reding, "saranno benvenuti in Europa solo quando saranno usati dai consumatori e non sui consumatori. L'internet delle cose funzionerà solo se quando verrà accettato dalle persone".

(14 aprile 2009)

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Commento da Giuseppe su 14 Aprile 2009 a 21:13
Ormai si usano i minori in modo strumentale ogni qualvolta si vuole limitare la diffusione delle idee e del pensiero, la libertà di associazione ed organizzazione politica fuori dal controllo del potere organizzato. Si ha paura dell'unico mezzo ancora libero, la rete e le sue organizzazioni come Facebook perchè li la gente può ancora formarsi un opinione libera e consapevole, e le idee possono diffondersi senza filtro. In un altra discussione parlavamo della possibilità o meno, di appoggiare alcuni candidati alle Europee rispetto ad altri in base all'aderenza ad alcuni temi a noi cari. Se mai questo avverrà, di certo chiederemmo ai candidati di sottoscrivere un documento in cui si impegnano ad opporsi con ogni mezzo consentito a qualunque tipo di limitazione e controllo della rete. Senza eccezioni alcuna. Ho vissuto più di 7 anni negli USA. In quegli anni, tanti sono stati i tentativi di limitare la libertà di espressione sulla rete. La Suprema Corte Americana ha sempre sentenziato che la libertà di espressione è un valore assoluto che sovrasta qualunque altro e che nessun limite può essere posto per limitarla in rete neanche per contrastare la pornografia o per proteggere i minori. Anche perchè ognuno è libero di non far accedere i minori alla rete. Le famiglie si devono, loro, prendere la responsabilità di educare e proteggere i loro figli spendendo tempo con loro e rendendosi contodi quello che fanno o non fanno. E non bisogna usare un presunto compito dello stato di "proteggere" i minori per uccidere la libertà deller persone di formarsi convinzioni libere in rete e non guidate da mezzi di comunicazione controllati e manipolati come i giornali o le televisioni.
Commento da Lorenzo su 14 Aprile 2009 a 15:53
In USA hanno vinto le elezioni con Facebook e Myspace e altri Social Networks sapendo che i dati dei Politici e dei semplici cittadini erano utilizzati per pubblicità mirata.

In Unione Europea si tenta il giochino della Privacy, ma gli Hackers sanno come aggirarla e sopratutto i Minorenni dai 13 anni in su compresi i maggiorenni sono maestri di informatica (Smanettoni) e sanno come togliere ogni blocco informatico posto dall'alto.

La questione di cui dovrebbero invece occuparsi in UNIONE EUROPEA è quella dei Pedofili e della Chiesa dove questi albergano fissi senza esser puniti e presi.

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