Insieme per il PD - Voltiamo pagina   Sul Manifesto dell’area Insieme per il PD – post n° 329 pubblicato il 6 agosto u.s. c’è scritto: L’Italia ha bisogno di un vero e proprio shock culturale, per en…

Insieme per il PD - Voltiamo pagina

 

Sul Manifesto dell’area Insieme per il PD – post n° 329 pubblicato il 6 agosto u.s. c’è scritto:

L’Italia ha bisogno di un vero e proprio shock culturale, per entrare finalmente nella modernità. Rinnovamento, competenza, apertura: è quello che serve alla politica italiana per recuperare autorevolezza, è quello che serve al PD per tornare a vincere. Riforma del mercato del lavoro, lotta alla precarietà e welfare adattato al nuovo ciclo di vita; liberalizzazione economica, per eliminare i troppi oligopoli, le troppe corporazioni, i troppi conflitti di interesse che bloccano il nostro paese; lotta ed eliminazione delle “caste”, dell’organizzazione socioeconomica in gruppi di potere che impedisce un libero avanzamento della persona nelle strutture socioeconomiche per una società basata sul riconoscimento del merito, la valorizzazione dei talenti e sul riconoscimento e piena affermazione dell’unicità e differenza di ogni persona; concentrare gli investimenti pubblici sull’economia verde e sulla conoscenza; difesa e promozione dei diritti civili attraverso un impegno politico e sociale continuo; europeizzazione della politica italiana, sviluppando la dimensione europea e globale delle singole proposte politici e dei dibattiti politici e di società.

Sono solo alcuni dei temi prioritari di INSIEME PER IL PD.

Sono temi che richiedono elaborazione culturale e azione politica.

Tutto assolutamente condivisibile e con tutta la cautela del caso, mi permetto di aggiungere che i punti indicati sono, purtroppo, tristemente noti e, oggi, anche presenti nell’elenco delle cose da fare del partito di governo. Lo shock, se di shock vogliamo parlare, consiste nel fatto di come sia stato permesso di arrivare a questa situazione senza che sia stata intrapresa alcuna iniziativa “forte” e meritevole di nota. Un esempio che vale per tutti è il precariato che, certamente, non si è creato da solo e così pure le lettere di dimissioni firmate in bianco. Sindacato, Opposizioni, che cosa hanno fatto?, ma non è tempo per le polemiche e necessario andare oltre.

La necessità di creare uno shock culturale che mira a dare una svolta all’attuale sistema politico, recuperare la credibilità degli elettori attraverso un coinvolgimento diretto, introdurre nuove metodologie e nuove modalità di approccio, mirate direttamente alla gestione e al nocciolo del problema sono tassativamente da sostenere e da sottoscrivere!

Considerato, inoltre, che tutte le iniziative che parlano di futuro e d’innovazione hanno per me un’attrazione fatale: Insieme per il PD – Voltiamo Pagina, mi piace!

Questa non è un’opportunità che capita tutti i giorni, “contribuire alla costruzione del futuro e al partito del futuro” wow! Con questo documento cercherò di darvi il mio personale punto di vista, nonché la mia visione circa i metodi che il “partito che vorrei” facesse suoi.

Da qualche mese, indipendentemente da questo progetto, mi sono avvicinato alla politica non tanto per verificare la possibilità di esercitarla e, quindi, si salire in politica ma, soprattutto, per capirne, da più vicino il rapporto, il grado di attenzione, la soddisfazione, la fiducia e le aspettative di un cittadino da parte dei politici.

Il quadro che ne è emerso mostra una situazione non lusinghiera e di forte sfiducia di una gran parte di cittadini verso la politica e gli uomini politici in riferimento ai risultati che essi producono....

Durante questo periodo ho avuto l'opportunità di accrescere le mie conoscenze del mondo della politica e sviluppare le mie capacità di valutazione circa l'adeguatezza o meno della stessa ai giorni nostri nella gestione di problemi complessi, quali: crescita economica, sviluppo, precariato, lavoro, ricerca, etc. etc. Ovviamente tutto questo secondo il mio punto di vista che potrebbe anche non essere condiviso totalmente.

Il continuo contatto con persone fortemente coinvolte direttamente dalla politica, simpatizzanti e con alcuni personaggi politici mi ha permesso di constatare, attraverso la lettura dei post su face book che, su alcune problematiche importanti, legate ad avvenimenti recenti o a mutate condizioni della società rispetto al passato, sensibili differenze dialettiche ma rarissimamente proposte concrete per la risoluzione di un problema. In molti casi traspare rabbia, mancanza di fiducia, fedeltà ideologica, burocratese e politichese.

Da tutto ciò, giusto o sbagliato che sia, ne consegue la conferma di una mia visione sensibilmente diversa della politica legata al futuro del nostro Paese.

 

L’opportunità di voltare pagina e di poter potenzialmente contribuire a scrivere una riga è  stimolante e la colgo al volo.

In tal senso, con spirito costruttivo, vi trasmetto questa mia generale proposta operativa circa i metodi di lavoro che “il partito che vorrei” dovrebbe tenere presente. Non è nient’altro che un modo diverso e pragmatico di guardare al futuro della mia Nazione. Concetti e  considerazioni riflettono un Paese e una società moderna in continua evoluzione.

Personalmente ritengo che la politica in generale non abbia saputo rinnovarsi nonostante i forti cambiamenti intervenuti globalmente. E’ rimasta ingessata sul passato e alle ormai vecchie alchimie politiche. La necessità di un approccio politico innovativo e moderno, secondo me, non è una opzione ma una necessità.  Un ricambio generazionale è assolutamente necessario e deve trovare rapida attuazione contando sul sostegno del know how oggi disponibile quale anello di congiunzione tra presente e futuro.

Occorre tenere presente che la nostra società diventa, di giorno in giorno, sempre più dinamica, mutevole e competitiva .

Le sue caratteristiche, radicalmente cambiate rispetto al passato sono:

a)    vasta diversificazione delle attività produttive e dei servizi;

b)    rapida evoluzione tecnologica;

c)    progressiva evoluzione della necessità di flessibilità produttiva e risorse umane;

d)   mercati a crescita “zero”, se non in riduzione;

e)   evoluzione degli standard qualitativi lavorativi e di specializzazione;

f)     competitività;

g)   ricerca

h)   precariato;

i)      dominio dei mercati finanziari;

j)     immigrazione;

k)    …..

 

 Soltanto un “paese” in grado di adattarsi ai continui cambiamenti, alle esigenze dei mercati, alle necessità dei cittadini e delle imprese può svilupparsi, aumentare la sua crescita e la ricchezza del paese.

In questo senso, una visione innovativa della politica, legata al rinnovamento o alla nascita di un nuovo partito costituiscono, secondo me, elementi strategici preferenziali e vincenti.

Il potere “potenziale” di un partito può essere enorme. Come enorme può essere il suo successo, esso dipenderà dalla sua capacità di comunicazione, dalla credibilità e trasparenza di cui saprà dotarsi. Tanto più saprà esprimere onestà e capacità professionale (competenza) tanto più grande sarà il successo. Trasparenza e onestà sono e dovranno essere punti fermi in un partito o in un partito rinnovato. Non sono una opzione discutibile e/o negoziabile ma un modo de essere, un fatto naturale. Coloro che hanno una "visione" diversa non possono essere parte integrante ma soggetti alla forza centrifuga e all'autoesclusione.

Un partito non può non adottare le metodologie più avanzate tese non solo per un irrobustimento fine a se stesso ma per aumentare, a tutti i livelli, l’efficienza e la professionalità degli uomini che lo compongono e lo rappresentano a livello locale, nazionale e internazionale.

Attenzione e rapidità per cogliere tutte le opportunità che lo scenario nazionale e internazionale mostrano, e che si potrebbero tradurre in un contributo importante alla crescita della ricchezza del paese, non possono essere ignorate (sempre in azione).

Ciò non avrebbe soltanto un impatto positivo sul sistema Paese ma concorrerebbe anche alla rivalutazione dell’immagine dei partiti ribaltando il concetto, di questi tempi usuale, da:  “sono tutti uguali, sono solo un costo”, a: “sono un centro di creazione di profitto”.

Pertanto, in considerazione del notevole peso e responsabilità che un partito che mira a diventare partito di governo ricopre, occorre essere consapevoli di non poter raggiungere  obiettivi ambiziosi senza il concreto e fattivo coinvolgimento diretto dei cittadini, delle imprese, delle rappresentanze sindacali.

Occorre perciò tenere, sempre, presente che oltre ai mercati finanziari, sempre estremamente sensibili sulle percezioni delle difficoltà, i cittadini, imprese e sindacati, sulla base del grado di soddisfazione, influenzano positivamente o negativamente lo sviluppo e la credibilità di un partito e/o la stabilità di un governo.

La necessità di una più stretta relazione che porti ad un differente approccio di “cooperazione per il futuro” (Co-Work to the future) sarebbe auspicabile.

Il cittadino, cosi come pure le imprese e rappresentanze sindacali dovranno essere considerati una importante risorsa per realizzare gli obiettivi di crescita prefissati.

L’obiettivo principale, quindi,  è quello di trovare persone affidabili e trasparenti disponibili alla costruzione di un nuovo futuro.

Qual è la nostra situazione oggi?

1)   Alto debito pubblico;

2)   Basso tasso di crescita;

3)   Alti costi della PA;

4)   Tempi lunghi di reazione;

5)   Alto tasso di precariato;

6)   Burocrazia;

7)   Mancanza di flessibilità;

8)   Saturazione e frammentazione del mercato;

9)   Mancanza di riforme strutturali;

10)                  Basso supporto della ricerca;

11)                  Evasione fiscale alta;

12)                  basso livello di innovazione;

13)                  bassissimo tasso di sviluppo del sud;

14)                  Ecc. ecc.

Occorre sviluppare con i cittadini, le imprese, le rappresentanze sindacali e i partiti, rapporti di collaborazione trasparenti e professionali basate su obiettivi misurabili e prospettive di lungo termine.

Per procedere alla costruzione di un nuovo modo di fare politica e di essere artefici di un processo innovativo nel tempo di tutto il Paese, occorre definire una strategia chiara, condivisa e orientata alla crescita. Occorre, quindi, definire approcci nuovi e di discontinuità con il passato e con il presente.

Quali modalità di approccio suggerisco di procedere secondo un  “Processo Strategico”. Cioè definire un piano concreto di azioni per il raggiungimento degli obiettivi che verranno stabiliti.

Per la definizione di una strategia stimolante, competitiva e di successo sarebbe necessario elaborare, analizzare e definire:

1)   Vision

2)   Mission

3)   Target

4)   Progetti

5)   Obiettivi

Vision:  quale “opportunità di innovazione”:

“Realizzazione degli stati uniti d’europa”

Conseguentemente occorre definire e rispondere ad alcune domande di base, esempio:

1)   Chi siamo?

2)   Cosa facciamo/vogliamo fare?

3)   Perché siamo qui?

4)   Che tipo di Partito siamo?

5)   Che tipo di partito vogliamo diventare?

6)   Che tipo di Paese/società vogliamo?

(potrebbero sembrare domane apparentemente banali ma in realtà non lo sono).

Mission:

“Diventare il partito di maggioranza assoluta e raggiungere, attraverso politiche efficienti ed efficaci, basate su piani strategici e azioni condivise, vantaggi competitivi nel tempo atti a generare sviluppo e crescita per il Paese”.

Target – cosa abbiamo bisogno in futuro:

1)    debito pubblico più basso;

2)    Una crescita del PIL  maggiore dell’attuale;

3)    Investire nella ricerca;

4)    Riformare, ristrutturazione e ammodernamento della PA (outsourcing e privatizzazioni);

5)    Ridurre la burocrazia (oggi limita anche gli investimenti stranieri);

6)    Riduzione dei costi della politica nella sua globalità, nessuna differenza rispetto ai cittadini;

7)   Riforma del lavoro;

8)   Riforma fiscale e lotta all’evasione fiscale;

9)   Nuovo welfare;

10)       Definire alleanze strategiche nazionali e internazionali;

11)       Pianificare la formazione di studenti per le attività dei prossimi decenni ;

12)       Sviluppare vantaggi competitivi (assolutamente prioritario e strategico);

13)       Sviluppare e privilegiare nuovi approcci/alleanze internazionali;

14)       Tagliare tutto ciò che è solo un costo e non produce ricchezza;

15)       Eliminazione delle Provincie (valutare outsourcing di alcune attività);

16)       Accorpamento dei comuni, riduzione da 8000 a 3500 in 5 anni (outsourcing);

Detti target sono da trasformare in progetti, obiettivi e piani d’azione.

Obiettivo generale: 250 miliardi in 5 anni, 50 mld. anno

Prima di dire che non è o che non sarà possibile/fattibile dobbiamo iniziare a pensare in modo differente. Dobbiamo essere capaci di cambiare facilmente le nostre abitudini e di adattarci alle condizioni e circostanze che man mano si verificano.

Dobbiamo pensare di essere flessibili come un foglio di carta che si modella facilmente intorno ad un oggetto, non ci dobbiamo porre barriere o dire che non si può fare!

Dobbiamo sviluppare processi decisionali veloci e flessibili, in grado di rispondere sollecitamente ad eventuali emergenze/crisi e/o per cogliere delle opportunità.

Analizzare e semplificare i problemi – make easy (meno burocrazia).

Lavorare assieme (gruppi/team) ed evitare “thickeness  effect” (non ingigantire le cose). 

Preparare studenti e classi dirigenti per la guida del futuro: “chi arriva prima può scrivere quello che gli altri possono soltanto leggere”.

E’ assolutamente importante credere in ognuno, onestà e trasparenza totale!

Essere capaci di trasformare l’interesse personale o locale in beneficio comune.

Sviluppare per i giovani stage mirati sulle professioni dei prossimi decenni e incrementare il loro coinvolgimento internazionale.

Essere proattivi anziché reattivi. Sviluppare vantaggi competitivi strategici per diventare il punto di riferimento e di attrazione per tutti i paesi del mediterraneo e del medio oriente (non dimentichiamoci che l’Italia, per la sua posizione geografica e forma, è come se fosse una sorta di porta aerei lunga ca.1400 km. tra 2 mari).  L’area MENA conta 300.000 milioni di abitanti ca.

A tale proposito desidero precisare, meglio, cosa intendo per vantaggi competitivi: “sostenere la ricerca come elemento fondamentale di nuove scoperte, tali da garantire al nostro Paese vantaggi tecnologici competitivi, generare sviluppo e ricchezza (PIL), continuare ad essere uno dei 7 paesi più industrializzati del mondo  e prevenire pericolo BRIC”.

Questo documento, non ha la pretese di essere nel il verbo ne una guideline da seguire. Vuole essere, semplicemente, una proposta da sviluppare ulteriormente. Sicuramente un approccio diverso di guardare alla vita e al futuro. Come avrete osservato non ho fatto ricorso a termini usati in politica che, anche volendo non mi vengono. D’altra parte se si vuole voltare pagina bisogna accettare le differenze e i segnali che vengono lanciati dal “cliente finale”, l’elettore.

Voltare pagina, io so che cosa vuol dire, mi è capitato diverse volte durante la mia esperienza lavorativa: sono stato il pioniere del processo di internalizzazione del settore di competenza  dell’azienda presso la quale ho lavorato 32 anni. Inoltre ho avuto il piacere di essere sempre il pioniere dell’integrazione di tutte le consociate presenti nell’area MENA nel network internazionale.

Voltare pagina non è facile, occorre essere determinati, avere le idee chiare del percorso che si vuole seguire. A volte può anche essere pericoloso modificare qualcosa di esistente  per costruire qualcosa di nuovo. Il pericolo è “l’uomo”, siamo noi. Siamo noi che, con le nostre convinzioni, determiniamo il nostro futuro, siamo noi con le nostre idee che dobbiamo combattere coloro che per una serie di ragioni sono abituati a procrastinare, a brontolare anziché partecipare e/o agire. Ho imparato che ogni sogno se non formalizzato rimane un sogno.

Voltare pagina vuole anche dire dimostrare di avere la capacità di saper gestire i cambiamenti e le situazioni di emergenza che si presentano. La crisi finanziaria che ha interessato il nostro paese ne è un esempio, tutti conosciamo i fatti. La sicurezza di un Paese viene prima di tutto!

Inoltre occorre tenere presente che oggi non è, questo sempre per me, più tempo dei simboli o retaggi del passato. Il mondo è cambiato si è trasformato. Negli ultimi 20 anni sono avvenuti cambiamenti politici (caduta del muro di Berlino), tecnologici e sociali, che hanno trasformato radicalmente la società prendendo alla “sprovvista” la politica. La capacità di un partito o di un Leader politico deve (must) essere quella di saper interpretare i segnali di cambiamento prima che questi avvengono e sappia intervenire adeguatamente con la sua squadra di governo, rapidamente e in modo mirato.

Il rischio che un partito “oggi” corre è quello di sparire di scena. Occorre monitorare costantemente il grado di attenzione riservato al rinnovamento prima che inizi il declino; le nuove generazioni saranno meno pazienti. Non sono un giudice per valutare la professionalità e le competenze dell’attuale compagine politica, gli episodi che si susseguono di giorno in giorno sono sin troppo chiari.

Io questo sogno, forse male, ma l’ho scritto a Voi definire il percorso del futuro, quello che è certo è che tra 20 anni avremo una situazione nuova, nuovi scenari con i quali ci dovremo confrontare  e soltanto chi sarà preparato adeguatamente potrà continuare a scrivere nuove pagine di storia.

Se deciderete di camminare verso questa nuova meta potrete contare sul mio voto e, se lo ritenete utile, anche sul mio aiuto.

Grazie per l’attenzione

Francesco Polizzotto

 

 

 

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