Al nastro di partenza la Progettazione Integrata Territoriale prevista dal PSR Lazio

Una sfida per le forze locali che dovranno scegliere in autonomia le strategie di sviluppo

Previste iniziative anche per potenziare il Welfare nelle aree rurali


La Regione Lazio, al fine di sostenere lo sviluppo locale dei propri territori rurali, sta per emanare il Bando sulla Progettazione Integrata Territoriale (PIT) così come prevista dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013.
La PIT poggia sulla capacità e volontà di aggregare più idee e/o più soggetti per il perseguimento di un fine comune attraverso la definizione di una Strategia di Sviluppo Locale capace di realizzare gli interventi con efficacia ed efficienza, ottimizzando il rendimento dell’investimento pubblico.
La PIT è l’insieme coordinato ed organico di operazioni, riferibili a singole azioni previste dalle misure del PSR – Asse III, e costituisce una Strategia di Sviluppo Locale alternativa a quella prevista dal PSR – Asse IV (Leader).
La PIT è uno strumento più agile della strategia Leader. Mentre quest’ultima ha bisogno di un Gruppo di Azione Locale (GAL), costituito in associazione con personalità giuridica riconosciuta, disciplinata dagli artt. 14-35 del codice civile,. e di un Piano di Azione Locale (PAL), la PIT fa a meno dell’organismo che si frappone tra l’ente erogatore e i singoli beneficiari degli interventi. E’, dunque, sufficiente elaborare e realizzare il Progetto Integrato Territoriale per conseguire i medesimi risultati in termini di sviluppo dei territori rurali.
Per consentire alle forze locali di optare liberamente per l’uno o per l’altro strumento, il Bando per la PIT e quello per l’Asse IV (Leader) avranno un’analoga tempistica. Un ruolo determinante potranno svolgere i Comuni nella scelta tra le diverse Strategie di Sviluppo Locale e i relativi strumenti.
Per compiere scelte consapevoli e adatte al proprio territorio, i Comuni dovrebbero immediatamente studiare i Bandi, ancor prima che siano pubblicati, e costituire un Forum aperto a tutti i cittadini.
Le misure dell’Asse III sono, infatti, orientate non solo verso gli agricoltori, ma anche verso altri soggetti privati e pubblici; e tutti possono avere interesse a partecipare alla definizione delle scelte.
Una delle novità del PSR è la previsione di azioni a sostegno dell’Agricoltura Sociale e di iniziative di potenziamento dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari delle aree rurali. Il Bando sulla PIT costituisce, dunque, un’opportunità da non perdere per unire gli sforzi delle aziende agricole, delle piccole e medie imprese di altri settori, delle cooperative sociali, del volontariato e delle strutture pubbliche che organizzano i servizi per elaborare e realizzare iniziative comuni da far confluire nella PIT.
E’ la prima volta che si avvia realmente nelle aree rurali del Lazio un’esperienza di progettazione condivisa dello sviluppo locale dal basso. La Regione potrà accompagnare il percorso ma non potrà imporre alcuna scelta. E’ una sfida che le forze locali istituzionali, sociali ed economiche devono saper raccogliere per mettere alla prova la loro capacità di essere classe dirigente.

Obiettivi, Misure e Zone
La PIT deve conseguire uno o più obiettivi di seguito elencati:
Obiettivi strategici generali
• Miglioramento delle attrattività dei territori per le imprese e la popolazione;
• Mantenimento e/o creazione di opportunità occupazionali e di reddito in aree rurali;
Obiettivi strategici specifici
• Promuovere modelli di sviluppo capaci di generare un’offerta competitiva di prodotti e servizi nelle aree a maggior rischio di marginalizzazione, sostenendo l’iniziativa agricola ed extra agricola;
• Sostenere il ruolo multifunzionale dell'azienda agricola e la produzione di beni e servizi extragricoli;
• Migliorare la dotazione infrastrutturale ed in servizi per la popolazione;
• Incrementare la dotazione di servizi per le componenti produttive, in particolare agroalimentare e turistica;
• Difendere e valorizzare la dimensione paesaggistica e ambientale nelle aree rurali, dall'espansione urbana e dalla pressione antropica;
• Qualificare il capitale umano e sostenere l'approccio di sistema.

Le misure del PSR-Asse III attivabili si possono esaminare scaricando il PSR dal Sito della Regione Lazio. Qui vengono solo elencate:
Misura 311 - Diversificazione verso attività non agricole
Misura 312 – Sostegno alla creazione e allo sviluppo di microimprese
Misura 313 – Incentivazione di attività turistiche
Misura 321 – Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale
Misura 322 – Sviluppo e rinnovamento dei villaggi
Misura 323 – Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale
Misura 331 – Formazione ed informazione
Misura 341 – Acquisizione di competenze e animazione

La PIT si applica alle zone D e/o C così come individuate nella zonizzazione del PSR. Può ricomprendere interventi che ricadono nelle zone B, nel rispetto delle condizioni previste nei singoli bandi di misura. La zonizzazione è allegata al PSR e può essere scaricata dal sito della Regione.
La popolazione residente nel territorio ricompreso nella PIT, rilevabile dall’ultimo censimento ISTAT della popolazione, deve essere compresa tra 5.000 e 150.000 abitanti.
Nel caso in cui l’area interessata alla PIT ricada, per la sua totalità, all’interno di territori inclusi nel
sistema delle aree protette regionali, la popolazione del territorio di intervento potrà essere compresa tra 5.000 e 250.000 abitanti.
I territori dei comuni interessati dalla PIT devono ricadere nella stessa area omogenea o qualora
ricadano su diverse aree omogenee devono essere contigui. La PIT deve comunque essere
realizzata in aree ricomprese in una unico perimetro, tale da garantire la coerenza territoriale degli
interventi.

Responsabilizzazione dei Comuni
Ogni territorio rurale può essere interessato da una sola strategia di sviluppo locale sia essa attuata
attraverso una PIT (asse III) o attuata attraverso un PSL (asse IV - Leader).
La PIT può interessare determinati territori rurali qualora il Comune che li ricomprende abbia aderito al partenariato che la propone.
L’adesione del Comune ad una PIT prevale sulle adesioni eventualmente espresse dai soggetti operanti nel relativo territorio.
Singole iniziative ed operazioni, previste dalle misure attivabili in una PIT e ricadenti in territori
rurali di pertinenza di Comuni che non facciano parte di alcun partenariato proponente una Strategia di Sviluppo Locale (PIT o PSL), possono essere proposte nell’ambito di una PIT da soggetti operanti in detti territori, purché:
1. corrispondano ai requisiti richiesti dai bandi pubblici delle singole misure, escludendo in tal
caso le deroghe relative alla localizzazione;
2. il montante finanziario relativo alla o alle misure attivate in detto territorio rappresenti
almeno il 15% dell’ammontare complessivo della o delle corrispettive misure attivate nella
intera PIT.
In questi casi, la valutazione di ammissibilità della PIT, per quanto attiene al requisito “popolazione”, tiene conto dell’intera consistenza degli abitanti residente nel Comune ove ricadono
gli interventi.
Qualora diversi soggetti, che esplicano la propria attività in territori la cui amministrazione
comunale non partecipa in proprio ad alcuna Strategia di Sviluppo Locale (PIT o LEADER),
manifestino la volontà di aderire a PIT diverse, il relativo territorio comunale viene associato alla
PIT che ha raccolto il maggior numero di adesioni provenienti da quel territorio.

I partenariati
I partenariati locali devono vedere attivamente coinvolti nella realizzazione del progetto gli Attori Chiave dello sviluppo locale, che sono: a) soggetti economici e sociali, in forma singola o associata; b) soggetti di governo locale.
La PIT deve affrontare le criticità e le esigenze di Gruppi Obiettivo individuati come prioritari per il territorio interessato; tali Gruppi possono ricomprendere anche i beneficiari di singole misure.
La PIT dovrà prevedere una pluralità di soggetti aderenti, beneficiari o partecipanti, collegati tra
loro da un formale accordo in cui vengono evidenziati obblighi e responsabilità reciproche nella realizzazione dell’intero progetto e per il raggiungimento di specifici obiettivi.
Per beneficiario si intende un operatore, un organismo o un’impresa pubblico/a o privata/a, responsabile dell’esecuzione delle operazioni o destinatario/a del sostegno relativo alle operazioni
da realizzarsi nell’ambito della PIT.
Per partecipante si intende un soggetto che partecipa alla realizzazione della PIT, senza richiedere
per se l’attivazione di una o più operazioni previste dalle misure dell’asse III.
Per operazione si intende un’unità elementare, rappresentata da un progetto selezionato secondo
criteri stabiliti dalle disposizioni attuative del PSR e, se del caso, da altri programmi di intervento, attuata da un solo beneficiario e riconducibile univocamente ad un’azione di una delle misure previste dal programma stesso.

Obblighi e responsabilità dei diversi soggetti
La PIT è attivata da un soggetto promotore che si incarica di coordinare l’elaborazione di strategie
progettuali e di raccogliere le potenziali adesioni alla proposta progettuale. Il soggetto promotore provvede, entro 20 giorni dalla pubblicazione del Bando, alla presentazione della Manifestazione di Interesse e, entro 90 giorni sempre dalla pubblicazione del Bando, alla presentazione del Progetto Integrato Territoriale Preliminare; e potrà successivamente assumere la figura di soggetto proponente.
I soggetti che intendono accedere alle risorse del PSR – Asse III attraverso l’adesione ad una PIT, devono presentare una domanda individuale che viene inserita in un progetto collettivo denominato Progetto Integrato Territoriale.
Il Progetto Integrato Territoriale Definitivo è elaborato da un soggetto proponente che provvede all’organizzazione intorno ad esso di tutti gli aderenti e presenta il Progetto in nome e per conto dei
potenziali beneficiari che partecipano all’iniziativa.
Possono presentare istanze in qualità di soggetto proponente:
• Enti Locali singoli ed associati;
• Enti e Agenzie Territoriali (Enti Parco Enti gestori siti natura 2000, ecc.);
• Società di distretto di cui alla legge regionale 1/2006;
• Associazioni Temporanee di Scopo;
• Altre forme giuridiche societarie costituite da soggetti che operano nel territorio di riferimento;
• Organismi gestori dei progetti relativi alle strade dell’olio e del vino (LR 21/2001)
• Partenariati pubblico/privati.
Il soggetto proponente può esso stesso essere beneficiario di una o più misure, qualora in possesso
dei requisiti previsti dai relativi bandi di misura.
Al soggetto proponente dovrà essere conferito, dagli aderenti al progetto stesso, mandato
collettivo gratuito ed irrevocabile con rappresentanza, che dovrà far parte integrante e sostanziale
del formale accordo che ciascun aderente è chiamato a sottoscrivere.
Al soggetto proponente, fatta salva la responsabilità attribuita ai singoli beneficiari dagli specifici bandi di misura, spetta la rappresentanza esclusiva nei confronti dell’autorità di gestione per tutte le
operazioni e gli atti di qualsiasi natura necessari al coordinamento e alla realizzazione del progetto
integrato.
Il rapporto di mandato non determina di per sé organizzazione o associazione degli operatori riuniti,
ognuno dei quali conserva la propria autonomia ai fini della gestione, degli adempimenti fiscali e
degli oneri sociali conseguenti all’accesso alla misura attivata.
Il soggetto proponente presenterà la PIT in nome e per conto della pluralità di tutti gli aderenti,
assumerà la funzione di coordinamento generale, per la regolare esecuzione del progetto.
Il formale accordo è costituito da scrittura privata autenticata che dovrà essere sottoscritta
successivamente all’avvenuta approvazione del progetto preliminare e precedentemente alla
presentazione del progetto definitivo.

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