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AMBIENTE ed ENERGIA

Il gruppo si propone si affrontare le tematiche relative all'ambiente (impatti sul territorio) ed alle fonti di energia (fossili, nucleari, rinnovabili) tenendo conto del contesto mondiale e focalizzandosi sulle problematiche nell'ambito nazionale.

Luogo: Italia
Membri: 21
Attività più recente: 21 Apr 2013

Breve analisi del contesto

Assicurare il fabbisogno energetico nazionale, minimizzandone i costi e l'impatto ambientale, e garantendone la sicurezza, è da sempre uno degli obiettivi prioritari di qualsiasi governo.

Per origini storiche, sin dalla rivoluzione industriale e le prime locomotive a carbone, ed in funzione di fattori legati alle tecnologie disponibili ed alla reperibilità delle risorse sorgenti, buona parte del fabbisogno energetico mondiale è stato ed è attualmente sostenuto da energie di origine fossile (petrolio, metano, carbone), una piccola parte da energia nucleare, ed una parte oggi non significativa ma in forte crescita delle energie rinnovabili (idroelettrica, eolica, solare fotovoltaico, solare termodinamico, biomasse, geotermico).

Nel 2004 il bilancio dell'energia elettrica in Italia è stato (fonti TERNA anno 2004 - sito ENEL, ENEA - Rapporto Energia e Ambiente 2005):

termoelettrico (petrolio, metano, carbone)79,2%
idroelettrico16,1%
biomasse1,8%
geotermico1,7%
solare termodinamico e fotovoltaico0,6%
eolico0,6%
Si nota come in Italia, nel 2004, la maggior parte dell'energia era fornita da combustibili fossili (79,2%), con la forte presenza storica del settore idroelettrico (16,1%), una piccola quota dello sfruttamento delle biomasse, la quasi assenza dello sfruttamento solare ed eolico (0,6% ciascuno), mentre non è presente la produzione da nucleare, a seguito del referendum popolare del 8-9 novembre 1987, in cui con una maggioranza tra il 71,9% e 80,6% sui tre quesiti è stato deciso di non investire nel settore. La produzione mondiale di energia da nucleare è oggi intorno al 6%, con un piano di disinvestimento nella maggior parte dei paesi europei.

Per l'approvvigionamento delle materie prime (petrolio, gas, carbone) del settore prevalente termoelettrico, nel 2004 la percentuale importata è stata del 84,7% (fonte ENEA - Rapporto Energia e Ambiente 2005 - sito ENEL).

I problemi legati all'energia in Italia sono quindi in prevalenza legati alla forte dipendenza dall'estero (sia come materie prime che come integrazione di energia alla produzione interna), unitamente alle problematiche comuni nell'ambito: produzione di oil & gas localizzata in pochi giacimenti, destinati a ridurre il potenziale produttivo in qualche decina di anni, con conseguente mancanza di controllo dei prezzi futuri e assicurazione del fabbisogno; altro punto rilevante è l'enorme produzione di anidride carbonica (come prodotto della combustione del combustibile in qualsiasi centrale termoelettrica e motore a scoppio), con conseguenze disastrose sul clima del pianeta (innalzamento della temperatura, scioglimento dei ghiacciai e delle calotte polari, innalzamento del livello del mare e crescita delle aree desertiche).

In questo quadro già nel 2001 l'Unione europea aveva fissato che entro il 2010 il 21% dell'energia elettrica prodotta nei 25 Stati membri dovesse provenire da fonti energetiche rinnovabili. Tale obiettivo è stato fissato dalla direttiva 2001/77/CE relativa alle fonti energetiche rinnovabili. Nella COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO - Azioni adottate a seguito del Libro verde - Relazione sui progressi realizzati nel settore dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili l'Italia figurava alla fine del 2006 al quinto e ultimo gruppo (per cui l'obiettivo era distante), insieme a Francia, Austria, Cipro, Estonia, Lettonia, Malta e Repubblica Slovacca. Di seguito l'estratto in merito: "Italia. Nel passato la quota obbligatoria applicata in Italia ha portato ad un certo sviluppo nella produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Tale aumento è stato, tuttavia, completamente annullato dall'incremento del consumo lordo di energia elettrica. Si constata un notevole divario tra l'attuale tasso di penetrazione dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili e l'obiettivo del 25% fissato per il 2010. I problemi amministrativi rimangono uno dei principali ostacoli alla crescita dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili in un paese che dispone di un elevato potenziale in questo settore."

Già nel rapporto europeo, si evidenzia come il mancato raggiungimento non è da imputarsi alle risorse disponibili quanto alla direzione politica ed amministrativa.

Nel 2007 vi è una svolta: nella Gazzetta Ufficiale del 23 Febbraio 2007, anno 148 numero 45, è stato inserito il Decreto Ministeriale 19 Febbraio 2007 "Criteri e modalita' per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare". Come era già stato fatto prima in Germania poi in Spagna, si tratta di un incentivo che viene a tutt'oggi erogato per ogni intervento di riqualificazione energetica degli edifici o un nuovo impianto fotovoltaico in proporzione della potenza erogata.

Grazie agli incentivi statali, oggi tra i più generosi d'europa, anche se avviati in ritardo, in poco più di un anno la produzione di energia tramite impianti fotovoltaici è aumentata da 0,12 Gw di fine 2007 a 0,32 Gw di metà febbraio 2009, con un incremento del 170%, e questo trend tende ad aumentare (fonte il Sole24ore inline).
Nel febbraio 2009 il governo italiano ha siglato un accordo con il governo francese, ed un protocollo di intesa tra l'italiana Enel e la francese Epr, con l'obiettivo di costruire 4 centrali nucleari di terza generazione da 1,6 Gw ciascuna nel territorio italiano, la prima da completare entro il 2020, al fine di arrivare al 2025 con una produzione da nucleare di 6,4 Gw ed al 2030 a coprire il 25% del fabbisogno nazionale con energia nucleare, in modo da limitare l'attuale debolezza di dipendenza alle sorgenti fossili (fonti il Sole24ore online, la Repubblica.it online).

Cosa avviene nel resto del mondo? Riportiamo come esempio gli Stati Uniti. Il neo presidente Barack Obama sembra mantenere quanto promesso durante la campagna elettorale e sta massicciamente investendo in favore delle energie rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico, anche al fine di creare "nuovi posti di lavoro ed avviare un motore economico che può trascinare gli US fuori dalla recessione" (fonte: articolo su Photon 2/2009). L'obiettivo governativo è quello di raddoppiare entro il 2011 la potenza delle centrali da fonti rinnovabili, attraendo investimenti privati per un importo complessivo di 100 miliardi di dollari. Un dato: gli US nel 2008 hanno sorpassato la Germania come primo produttore eolico mondiale, con un'accelerazione al ritmo del 50% della capacità istallata: 25 gigawatt, di cui ben 8,3 Gw nell'anno (fonte il Sole24ore online).

In chiusura, un messaggio di speranza - estratto da il Sole24ore online.
"Due grandi onde contrapposte. La prima di recessione mondiale. La seconda, positiva e ancora ben alta, di una ristrutturazione energetica centrata sulle nuove fonti rinnovabili, e che nel 2008 sembra aver preso velocità.
I governi di Europa, Usa, Cina, Giappone (per citare solo i maggiori) puntano su questa «green economy» nascente come una delle carte cruciali nei loro pacchetti di stimolo antirecessivi. L'obbiettivo, per tutti, è di sostenere un nuovo ciclo innovativo e di posti di lavoro, per il 2009 e il 2010, tale da alimentarsi da sé anche negli anni successivi... Questa è, in sintesi, la formula rintracciabile sia nel pacchetto di stimolo di Obama, che di quello cinese e europeo. Le cifre del boom 2008 sono eloquenti: circa 120 miliardi di dollari investiti in rinnovabili (e connessa industria, esclusa idroelettrica) con una crescita del 67% sui 71 miliardi stimati dal rapporto Ren 21. Nel 2007 lo studio stima una quota da rinnovabili sulla produzione elettrica mondiale del 3,4%, a 240 gigawatt (cresciuti del 50% sul 2004). Prima, per dimensioni, la fonte eolica (+28% nel 2007) a 95Gw di potenza di picco raggiunta. Ma la più veloce è l'industria fotovoltaica: nel 2007 ha accelerato dal 40 al 60%, secondo l'ultimo Pv Status report del l'Istituto per l'energia Europeo. E per l'anno scorso la Photon International stima un +75%, con circa 7 gigawatt prodotti, che potrebbero persino quadruplicarsi al 2010."

Green Economy: affrancarsi dal bisogno energetico, ridurre l'impatto ambientale, superare la crisi economica... sembra quasi troppo semplice e vantaggioso per crederci. E se fosse proprio così?...

18 Marzo 2009
Angelo Pignatelli

Forum di discussione

alternative al nucleare

Iniziata da gianluca tartarelli. Ultima risposta di mario catena 2 Apr 2009. 1 Risposta

Spazio commenti

Commento

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Commento da Angelo Pignatelli su 14 Maggio 2009 a 12:42
Ciao a tutti, in primo luogo vi prego di perdonare la mia assenza nelle ultime settimane, per necessità lavorative.

Considerando i comuni interessi, con l'occasione vi invito, per chi fosse a Roma (e perdonate lo scarso preavviso), alla giornata informativa su Ambiente e e Energie Rinnovabili, domani mattina presso il Polo Universitario Pontino a Pomezia - info nell'allegato.

Mi ripropongo di avviare a breve delle iniziative per rinnovare l'impegno e consolidare tutti i preziosi e validissimi contributi in questo ambito.

ciao a presto
Angelo

Ambiente e Energie Rinnovabili - Polo Universitario Pontino - Giorn...
Commento da Marco su 8 Aprile 2009 a 15:46
La mentalità può cambiare sia sopra che in basso meglio se cambia piano piano in entrambi i luoghi in modo che ci si venga incontro e si amalgamino le voci e i pensieri le idee e i fatti, non siamo solo noi in basso che dobbiamo fare e proporre ma anche loro in alto.
E' una continua "lotta".

Ma invito a trovare questa intervista di Thomas Friedman che parlava di Rigenerazione e delle nuove sfide, DEL PRESENTE.
Davvero interessante. Se solo avessimo già un Obama li sopra che vede e capisce queste cose.

Ma non c'è da abbattersi ci sono tanti politici in buona fede e appassionati che stanno facendo qualcosa di ottimo li in alto.

Mi pare che, ripeto, Zaia L. stia facendo cose positive. dovremmo interagire con lui.

Ciao
M.
Commento da Alessio Galletti su 8 Aprile 2009 a 1:11
Già, la mentalità, hai ragione.
Possiamo parlare per ore di tante cose ma se nel nostro paese non ci sarà un effettivo cambio di mentalità sarà sempre più dura...
Commento da Marco su 8 Aprile 2009 a 1:08
Ho appena sentito Thomas Friedman su Rai tre alle ore 00.50 intervistato, dalla Rai (su rai tre) che parlava della generazione della seconda guerra mondiale e che ha combattutto per la vita e quella nostra che deve invece lavorare per altro.

La generazione della Rigenerazione che deve affrontare tutt'altre problematiche.
Si tratta di approvviginamento energetico, una vita più verde tutto collegato in sinergia ad anello.

Molto interessante il discorso dato che si parlava di tutto anche di sicurezza in termini di autarchia e anche in termini di difesa.

ricordo che in Italia tutto questo anche la spinta verso il reimpiego nel settore primario (che oggi conta solo 899.000 occupati) e il potenzimaneto del settore dell'ospitalità e del turismo che sarebbero gli anelli principali della catena sinergica.

Se qualche politico portasse avanti queste idee e fosse al governo per 10 anni direi che sarebbe fatta, se potessimo passarle al ministro Zaia o comunque a quelli del PD o ad altri...sarebbe una cosa grandiosa...

La differenza sta nella mentalità oggi. E' questo il punto di tutto.
Commento da Giuseppe su 1 Aprile 2009 a 21:49
c'è chi può rispondere a
"alternative al nucleare"?
Commento da Alessio Galletti su 1 Aprile 2009 a 21:27
Ciao Luciano,
grazie mille per la disponibilità offerta, ti invito anche a partecipare, se sei interessato al Forum "Quale Energia?" nel quale ultimamente io e Giorgio Tabani siamo arrivati a visioni discordanti sull'argomento forse esagerando anche un po' (me ne scuso) ed uscendo magari dal tema.
Comunque ci terrei a sapere alcune tue considerazioni in merito.
Un saluto e grazie
Commento da Luciano Iaciofano su 1 Aprile 2009 a 19:01
Mi sono appena iscritto, e faccio ul saluto a tutti.
In questo forum tematico mi sento a casa dato che lavoro nella progettazione di ENEL GREEN POWER, la società dell'ENEL che si interessa solo di energie rinnovabili.
Nel caso che qualcuno avesse bisogno di informazioni o volesse approfondire l'argomento sono a disposizione.
Commento da Alessio Galletti su 29 Marzo 2009 a 10:10
Ciao,
le 15 idee non volevano avere un intento rivoluzionario, sono a tutti gli effetti cose già dette. Erano però un esempio di come una piccola amministrazione possa presentarsi con le idee un pò più chiare su certi argomenti ai propri elettori.
Per quanto riguarda il recupero di energia dai rifiuti si riferisce per lo più alla raccolta spinta dell'organico onde produrre biomasse e relativa enregia con degradazione anaerobica di queste.
Probabilmente però non chiude nemmeno la porta alla termovalorizzazione come forma finale di recupero per quella parte di rifiuti che non è oggettivamente possibile separare ulteriormente.
Commento da Marco su 29 Marzo 2009 a 4:35
Manca forse quella voglia di rivoluzionare quel sincero intento rivoluzionario che secondo me si è fatto carne ed ossa in Obama per esempio e lo è in tanti di noi e tanti che non conosciamo.

Obama ha inviato una lettera a berlusconi per parlare in un incontro g20 prima di dicembre in modo già da arrivare a dicembre (data in cui si tirano le file per via della scadenza del protocollo di Kyoto) con già tutto pianificato.

Io credo veramente che atti normali di rispetto dell'ambiente oggi suonano come rivoluzionari e sono proprio questi i comportamenti che tutti devono avere e chi ha deve diffondere. (parafrasando un pensiero di Orwell).

Ciao.
Commento da Marco su 27 Marzo 2009 a 13:29
Molto interessante specialmente quelle cose che sono più rivoluzionarie ben vengano.
In questi giorni sogno che a milano la gente prenda maggiormente le biciclette, usi i propri piedi e i mezzi pubblici (cosa che viene fatta ma andrebbe potenziata e migliorata), sogno una Milano e un Italia più verde...

Sogno che anche nei condomini si creino degli spazi dove si crea un orto comune e dove tutto è più verde.

E' necessario un piano serio e in cui soprattutto chi ci rappresenta e governa creda.

(ecco perchè lodo l'esempio anche se qualcuno può tacciarlo di "mediatico" che Michelle Obama ha dato aprendo l'orto dietro la cucina della Casa Bianca, e soprattutto educando i più giovani coinvolgendoli come ha fatto lei nella giornata di aprtertura): cosi noi dovremmo fare, dalle scuole a tutta una serie di altri ambiti.

Queste idee devono prendere tutti come l'edera, come la rete internet, devono diffondersi ovunque. Il futuro è sicuramente più verde di quanto sia oggi il presente.
Grazie alessio per la condivisione.
 

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