Il risultato elettorale testimonia purtroppo errori vistosi nelle strategie e nei modelli comunicativi del nostro partito. Il risultato elettorale testimonia altresì la profonda crisi della nostra società in presenza di una recessione economica che grava pesantemente sulle prospettive di reddito e d’occupazione dei cittadini mentre la classe politica appare distante, incapace di recepire bisogni drammatici ed interessata prevalentemente alla propria autoconservazione. Gli elettori hanno inviato qualcosa che assomiglia ad un ultimo avviso. Ora siamo di fronte a una emergenza che richiede di definire priorità di brevissimo periodo, coerenti con il rischio di nuove elezioni a breve.

Sei le priorità che suggeriamo al PD, che potrebbero trovare in questo Parlamento numeri per la loro promozione.

N. 1 Abbattere i costi, non solo economici, della politica, quelli diretti e ancor più quelli indiretti. La riforma politica deve riguardare numero e retribuzione delle persone impiegate in politica, lo scioglimento degli Enti inutili, una riduzione vistosa del numero delle nomine dirigenziali - nell'amministrazione pubblica, nelle società controllate da questa e nella Rai - effettuate dai poteri politici, il numero dei mandati, il numero dei parlamentari e dei consiglieri, la misura e le modalità di controllo del finanziamento pubblico. E’ necessario definire un tetto , in linea con i livelli esistenti negli altri paesi europei , alle retribuzioni dirigenziali nel settore pubblico. Bisogna arrestare la crescita degli spazi occupati dal potere politico (per esempio la crescita del numero dei palazzi romani occupati dalle amministrazioni del Senato, della Camera e di altri organismi, la chiusura delle strade per farne parcheggi a cielo aperto per le auto blu, ecc.). Massima deve essere la trasparenza degli atti amministrativi. La politica e la pubblica amministrazione devono colorarsi del valore di servizio alla collettività, non di impiego lucroso.

N. 2 Legge elettorale tale da promuovere schieramenti alternativi e selezione dei candidati nel territorio. L’uninominale a doppio turno è l’opzione da preferire. Bisogna altresì che il nostro partito si faccia protagonista dell’avvio di una stagione di riforme istituzionali nel nostro Paese che consentano di realizzare obiettivi di governabilità ed efficienza.

N. 3 Legge sul conflitto di interessi e sul pluralismo dei media con tetti simili a quelli esistenti negli altri paesi avanzati. Eliminazione della pubblicità dalla televisione pubblica. La TV pubblica deve vivere - nelle dimensioni che saranno possibili – con le risorse del canone, rifiutando lo scadimento culturale che risulta dalla ricerca dell'audience

N.4 Norme efficaci per la lotta alla corruzione, peso intollerabile, fattore di spreco, di distorsione dei mercati e di degrado della vita civile. Obbligo sistematico della messa in rete degli atti amministrativi relativi a contratti, forniture e appalti e revisione delle norme sulla privacy per far si che queste non possano essere utilizzate per rendere la pubblicità degli atti inefficace. Messa on line dello stato di avanzamento di tutte le procedure pubbliche, da quelle relative alle decisioni delle amministrazioni alle richieste di atti amministrativi dei cittadini e delle imprese.

N. 5 Sul piano delle tutele sociali e delle regole del mercato del lavoro è indispensabile l’introduzione di tutele generalizzate in caso di disoccupazione e del contratto unico d’ingresso a garanzie progressive, con riduzione drastica delle forme di lavoro precario. Questo può e deve essere realizzato da subito, pur nella necessaria gradualità (ad esempio: a partire dagli inoccupati di più lunga durata, magari con l'integrazione di  misure di formazione mirata, prestazione di lavori socialmente utili e accompagnamento al lavoro).

N: 6 . riforma fiscale generale a favore delle imprese e del lavoro con l'obiettivo della riduzione del cuneo fiscale sul lavoro per la ripresa della competitività

Non è un programma di legislatura. D’altra parte, nell’immediato, un Pd e un governo che mettessero in agenda e realizzassero questi punti aprirebbero un percorso virtuoso di fiducia e partecipazione fra Istituzioni e cittadini e acquisirebbero credito anche presso l’opinione pubblica internazionale: E’ questo un programma  che deve essere il passo propedeutico per il governo che verrà nel segno delle riforme sociali, del rilancio della crescita e dell'occupazione e delle riforme del sistema Italia.

Sollecitiamo inoltre  un segnale di apertura del partito verso i propri militanti e simpatizzanti, a partire da un rafforzamento dei canali di comunicazione nel web oltre che nei territori. Bisogna accelerare il rinnovamento dei quadri dirigenti del partito col massimo protagonismo dei militanti di base, anche attraverso la rafforzata presenza sul web. Nella trasparenza e nel confronto, deve essere selezionata la classe dirigente del partito.

http://libertaepartecipazione-circolopd.ning.com/

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Risposte a questa discussione

Non capisco per quale motivo non si proceda a una seria analisi dell'orientamento al voto, che potrebbe essere condotta dai circoli nei territori di riferimento. Potrebbe essere un putno di partenza per costruire una strategia elettorale vincente

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