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Sotto, scorrendo questa pagina, troverai una serie di idee che sono state esposte nel documento " Liberi dall'Emergenza, Idee per la Rinascita dell'Italia" che andranno a costituire uno dei 4 manifesti finali del documento programmatico per le primarie costruito con il contributo della base, elettori, simpatizzanti, militanti. 

In questa pagina si costruisce il manifesto su "DIRITTI E DEMOCRAZIA".

Dei quattro manifesti che sono parte del programma (Europa e democrazia; Sviluppo, sostenibilità ed energia; Economia e giustizia sociale; Diritti e democrazia), l’ultimo sta riscuotendo un interesse particolare e l’intenzione, con il concorso di tutti i partecipanti, è di trasformarlo in una vera Carta dei Diritti: i cittadini non solo potranno suggerire idee e proposte per attuare i diritti già compresi e tutelati dalla Costituzione italiana, ma anche segnalare i “nuovi diritti” negati, che la società contemporanea fa emergere, come determinati diritti legati alla sfera personale o il “diritto alla Rete” che molti Stati hanno introdotto di recente nelle loro costituzioni.

Comunicato stampa: 

costruiamo con la base la nuova Carta dei diritti

 

Continua sulla Rete «Liberi dall'emergenza, al servizio del futuro», la consultazione di elettori e simpatizzanti del centrosinistra promossa nei giorni scorsi da «Insieme per il Pd», per far partecipare direttamente la base alla costruzione di un programma per i progressisti in vista delle primarie.

Dei quattro manifesti che sono parte del programma (Europa e democrazia; Sviluppo, sostenibilità ed energia; Economia e giustizia sociale; Diritti e democrazia), l’ultimo sta riscuotendo un interesse particolare e l’intenzione, con il concorso di tutti i partecipanti, è di trasformarlo in una vera carta dei diritti: i cittadini non solo potranno suggerire idee e proposte per attuare i diritti già compresi e tutelati dalla Costituzione italiana, ma anche segnalare i “nuovi diritti” che la società contemporanea fa emergere, come determinati diritti legati alla sfera personale o il “diritto alla Rete” che molti Stati hanno introdotto di recente nelle loro costituzioni.

La serietà e forza di questo processo partecipato e costruttivo sarà assicurato dalla supervisione di Marilisa D’Amico, professore ordinario di diritto costituzionale all’università Statale di Milano, da tempo impegnata nello studio e nella difesa dei diritti: attualmente presiede la commissione affari istituzionali del consiglio comunale di Milano che di recente ha istituito il registro unioni civili per le coppie dello stesso comune.

«Insieme per il Pd» e la D’Amico hanno già lavorato in passato ad un progetto di politica partecipata che ha suscitato grande interesse e consenso, «Impariamo la Costituzione»: i primi 12 articoli della Carta, che contengono i principi fondamentali alla base della Repubblica italiana, sono stati spiegati da commenti affidati a giovani studenti universitari, i quali hanno analizzato quelle disposizioni con sguardo contemporaneo, calandoli appieno nella realtà quotidiana. Quei commenti sono stati diffusi sulla rete mediante Facebook e la pagina dedicata ha raggiunto in poco tempo centinaia di fans, aiutando a far conoscere la Costituzione e i suoi principi profondamente attuali.

 

 

Se sei interessato a costruire la Carta dei Diritti puoi contribuire con due modalità:

1) con una nuova idea  ancora non presente sotto ( primo livello), postandola nello spazio risposta subito sotto questa finestra. Metti un titolo alla tua idea. 

2) Puoi invece proporre variazioni, aggiunte e , soprattutto, proposte operative, anche legislative alle idee già postate. Per fare questo posta il tuo contributo sotto ciascuna idea nella finestra che si apre cliccando su "rispondi" sotto l'idea da te prescelta (secondo livello). Puoi anche proporre variazioni di terzo, quarto, etc etc livello, rispondendo sotto ciascun contributo a cui ritieni di aggiungere qualcosa.

 

Puoi aggiungere links, fotografie, files e video.

Prima di postare i tuoi contributi leggi il preambolo ai manifesti qui in modo che i tuoi contributi seguano la filosofia del documento programmatico

 

Leggi e partecipa alla costruzione degli altri manifesti programmatici:

-Europa e Democrazia

-Sviluppo, Sostenibilità ed Energia

-Economia e Giustizia Sociale

 

 

 

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Risposte a questa discussione

Credo che lo stalker debba farsi qualche annetto di prigione seguito da un affidamento ai servizi sociali in una sede molto lontana da quella della donna e seguire un percorso psichiatrico che possa cambiare il suo modo di vedere il mondo.

Lo scopo è tenere sotto controllo lo stalker (come lo chiami tu) per non alimentare l'ira che lo spinge a vendicarsi e fargli capire con determinazione che ogni qualvolta sgarra, gli sarà sempre più difficile recarsi al lavoro o vedere i soliti amici, frequentare i soliti posti, perchè dovrà fare sempre più strada, dovrà alzarsi prima per andare al lavoro, ci impiegherà più tempo per tornare a casa. L'individuo (ma può essere anche una lei, quindi la legge dovrà prevedere entrambi i casi) deve essere informato preventivamente, che tutte le reprimende sono l'effetto dei suoi comportamenti. Naturalmente, con la prima sentenza, per comportamento violento e/o persecutorio, il soggetto perderà ogni diritto a vedere gli eventuali figli, la cancellazione nel passaporto della possibilità a portarli all'estero. Non deve perdere il lavoro, perchè farebbe mancare la sua parte economica al mantenimento degli eventuali figli e della moglie o anche solo della moglie. Se come dici tu, lo mandi ai servizi sociali, perde il lavoro. Questa soluzione sarà possibile se finirà in galera per i 6 mesi (senza condizionale ne attenuanti) di cui parlavo nella proposta iniziale.

Meglio correre il rischio di perdere il suo sostegno economico che la vita. Non ci sono abbastanza poliziotti cer controllare tutti i violenti e per uccidere basta poco.

C'è da aggiungere che : -Non basta una legge sul femminicidio, c'è bisogno di una cultura del rispetto dell'altro e dell'altrui volontà, che dev'essere sacra quanto la propria e questo lo si ottiene attraverso una capillare informazione/educazione sin dai primi anni di vita; l'inasprimento delle pene va bene qualora si tratti di femminicidio, proprio per cercare di contenere quanti, della cultura di cui sopra, non l'hanno mai messa in pratica e/o rispettata. Quindi le pene inasprite e gli ultimi 5 anni da trascorrere di aiuto nelle strutture per handicappati, per anziani, ma soprattutto ci vuole il rispetto delle denunce, da parte delle forze dell'ordine.

ottimo

Rompere la barriera sociale per i disabili

I disabili devono avere pieno accesso a tutti i mezzi che servono per comunicare ed informarsi, soprattutto devono avere accesso alla rete. Per alcuni la rete è la finestra principale sulla società. Bisogna che i siti web siano disegnati e sviluppati secondo regole che li rendono accessibili per i disabili, contenute   in guide come questa http://www.w3.org/WAI/

Le persone disabili inoltre, devono poter accedere a tutti gli strumenti e prodotti di comunicazione come qualunque altro cittadino. Le industrie che producono strumenti di comunicazione devono disegnarli secondi  principi che li rendano facilmente usabili anche da disabili. 

Questi obiettivi dovrebbero essere raggiunti attraverso regolamenti dei ministeri ed agenzie preposti ed anche attraverso una legge che abbatta le barriere burocratiche  e sociali per i disabili

Bisogna avere dei politici italiani indipendenti dal Vaticano e soprattutto dai mafiosi della Curia Romana, che sono la rovina della Chiesa Cattolica e dei Cattolici! Lo Stato è laico!

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