Un'area culturale nata dalla base del PD che si propone di unificare la cultura democratica: cattolica e socialista democratica.
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LR Associazione LettereRiformiste Altiero Spinelli Perugia Elezioni primarie in Puglia. E’ nato il vero Pd? Le elezioni primarie nella regione Puglia sono giustamente al vertice dell'…
Iniziata da Augusto Morosi in Insieme per il PD 26 Gen.
.... nonostante la base fosse tutta per Laura Puppato.... http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=33
Taggata: pd, regionali, puppato, bortolussi, veneto
Iniziata da Costandino De Sandoli in Partito Democratico. Ultima risposta di Giuseppe 24 Gen.
Anche noi vogliamo Vincere. Vincere per Cambiare questo paese malato, incancrenito, illiberale, iniquo, dominato da bande e caste disposte a tutto pur di guadagnare fette di potere e soldi dello Stat…
Taggata: Democratico, Partito
Iniziata da Giuseppe in Partito Democratico 24 Gen.
LR Associazione LettereRiformiste Altiero Spinelli Perugia 2000 battute per Candidatura Emma Bonino nel Lazio La candidatura del Pd per la presidenza del consiglio regionale del Lazio sembra avv…
Iniziata da Augusto Morosi in Insieme per il PD. Ultima risposta di Alessandro Camiz 23 Gen.
Post aggiunto da Augusto Morosi il 26 Gennaio 2010 alle 12:35
Post aggiunto da Barbara Biagini il 3 Gennaio 2010 alle 19:23 — 1 Commento
Post aggiunto da Gianluca Maurizi il 21 dicembre 2009 alle 11:37
Post aggiunto da rita castellani il 17 dicembre 2009 alle 1:09 — 1 Commento
Post aggiunto da Maria Laura Moretti il 13 Novembre 2009 alle 18:58 — 1 Commento
Post aggiunto da Umberto D'Orio il 12 Novembre 2009 alle 16:11
Post aggiunto da Gianluca Maurizi il 12 Novembre 2009 alle 13:12
Post aggiunto da gabriella zonno il 28 Ottobre 2009 alle 19:55
Post aggiunto da Gianluca Maurizi il 26 Ottobre 2009 alle 13:35
Post aggiunto da Umberto D'Orio il 22 Ottobre 2009 alle 16:29
Benvenuto in
Insieme per il PD
Creata da Giuseppe 16 Mag 2009 at 22:10. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 16 Mag 2009.
Creata da Giuseppe 23 Apr 2009 at 19:23. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 23 Apr 2009.
Creata da Giuseppe 7 Apr 2009 at 10:38. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 7 Apr 2009.
Creata da Giuseppe 7 Apr 2009 at 10:01. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 7 Apr 2009.
Creata da Giuseppe 2 Apr 2009 at 13:41. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 3 Apr 2009.
ITALIANO E' COLUI CHE CONTRIBUISCE ALLA CULTURA ITALIANA.
DELL'ARTE RETORICA ALLA POLITICA, E' PERCHE' SONO QUI PER PARLARE
DEI DIRITTI DELLE PERSONE, DELLE LEGGI CHE LI GARANTISCONO E DELLE
IDEE CHE LI DEFINISCONO.
DI IDEE E PASSIONI, DI VALORI CONDIVISI, DI LOTTE CIVILI, DI LAVORO LEGISLATIVO.
CI VOGLIONO CUORE E INTELLIGENZA PER ALLARGARE A TUTTI LA POSSIBILITA'
DI ESERCITARE QUESTI DIRITTI. E PERCIO' SONO PARTICOLARMENTE CONTENTO, OGGI, DI ESSERE QUI INSIEME A STEFANO RODOTA', PADRE DELLA LEGGE SULLA PRIVACY, A BEPPINO ENGLARO E MINA WELBY, CHE HANNO VISSUTO DOLOROSAMENTE, SULLA LORO PELLE E SU QUELLA DELLE PERSONE A LORO PIU' CARE, GLI EFFETTI DELL'IPOCRISIA ITALIANA IN TEMA DI LIBERTA' DI SCELTA DEI MALATI, E DI PAOLA CONCIA, COLLEGA PARLAMENTARE SEMPRE IN PRIMA LINEA NELLE BATTAGLIE POLITICHE SUI DIRITTI CIVILI.
ITALIANO E' COLUI CHE CONTRIBUISCE ALLA CULTURA ITALIANA, MA ISOCRATE NATURALMENTE PARLAVA AI GRECI
DELLA CITTADINANZA.
SEMBRA BANALE, NO?
EPPURE ANCHE DA NOI, OGGI, QUESTA OVVIETA' E' QUASI FANTASCIENZA.
SONO GLI OSTACOLI CHE L'IPOCRISIA, IL VUOTO LEGISLATIVO E L'ARBITRIO PERMETTONO DI ESERCITARE AI BUROCRATI NOSTRANI.
STIAMO FERMANDO L'INVASIONE DEI BARBARI?
DIREI PROPRIO DI NO. I BATTELLI DI DISPERATI SBARCANO TUTTI I GIORNI, SOLO CHE LA TELEVISIONE E' COSI' GENTILE CHE NON CE LI FA VEDERE.
STIAMO DIVIDENDO GLI IMMIGRATI BUONI DA QUELLI CATTIVI, COME PIACE IMMAGINARE ALLA RETORICA DI DESTRA? DIREI ANCORA DI NO.
QUI STIAMO PARLANDO DI PERSONE CHE SI SENTONO ITALIANE A TUTTI GLI EFFETTI. EPPURE FATICANO AD ESERCITARE IL LORO DIRITTO A VEDERSI RICONOSCIUTE TALI.
E POI STIAMO FACENDO QUALCOSA DI MOLTO PEGGIO. E LO STIAMO FACENDO SOLO A NOI STESSI.
STIAMO NEGANDO A NOI STESSI IL DIRITTO DI ACCOGLIERE FORZE NUOVE, GIA' AMPIAMENTE ASSIMILATE ALLA NOSTRA CULTURA, GIA' ITALIANIZZATE E PIENE DI FORZA E DI VOGLIA DI PARTECIPARE ALLA VITA E ALLA CULTURA DEL NOSTRO PAESE.
STIAMO RINUNCIANDO A FORZA, ENERGIA, IDEE, PERCHE' VORREMMO SELEZIONARE I GIOVANI DA ACCOGLIERE IN ITALIA SECONDO IL PRINCIPIO DEL SANGUE E NON SECONDO QUELLO DEL CUORE, DELLA LOGICA E DELLA CULTURA.
STIAMO FACENDO QUALCOSA DI INUTILE, DI SBAGLIATO, DI MORALMENTE INACCETTABILE E, PEGGIO DI TUTTO, STIAMO FACENDO UNA COSA IDIOTA. COSI COME E’ INACCETTABILEE OTTUSO NEGARE IL DIRITTO DI SCELTA.
Si applica molto bene all’Italia di oggi un passaggio della sentenza della Corte Suprema USA nel famoso caso Nancy Cruzan, del 1978: “…Morire è un fatto personale…I più grandi pericoli per la libertà scaturiscono dall’insidiosa invasione da parte di uomini di zelo, ben intenzionati ma ottusi…”.
Il diritto di scelta non è alternativo alla vita, ma ne è parte integrante e insostituibile. Non c’è vita democratica senza diritto di scelta, e ciò è ancora più vero alla luce dei progressi della scienza. La strategia usata, dalla destra e da una parte della sinistra, di voler far coincidere Vangelo e legge non porta però l’Italia rinuncerebbe a entrare nella modernità. La tentazione della Chiesa di un arroccamento in chiave conservatrice è crescente, ma ci porterebbe ad un’epoca precedente al Concilio Vaticano II. Per la Chiesa, ciò comporterebbe il rischio di rinunciare a stare nella storia, a ricevere dall’evoluzione della società le indicazioni e gli stimoli per rileggere il vangelo e di abbandonare il ruolo di formazione delle coscienze. Comporterebbe cioè la rottura con il grande passo in avanti di Giovanni XXIII: “non è l’evangelo che cambia, siamo noi che lo comprendiamo meglio”. Per la politica italiana, significherebbe una forte involuzione, provocata da una divergenza, una vera e propria rottura sui valori di fondo che rende ancora più difficile la reciproca legittimazione tra i diversi schieramenti.
ORA, QUESTA BARZELLETTA CI E' STATA AMMANNITA DA VENTISEI CANALI TELEVISIVI CONTEMPORANEAMENTE E QUESTO SEMPLICE FATTO L'HA RESA PLAUSIBILE.
RAGIONAMENTI DEL TUTTO INVEROSIMILI, POICHE' BASATI ESCLUSIVAMENTE SU UNA FEDE CIECA E APRIORISTICA, SONO PASSATI DALLA TV ALLE CASE DEGLI ITALIANI COME SE FOSSERO BASATI SU SOLIDE FONDMANTA LOGICHE E SCIENTIFICHE.
NON SI PUO’ OBBLIGARE QUALCUNO A RESTARE IN ATTESA DI UN PRODIGIO. CHI SE LA SENTE E’ LIBERO DI FARLO. ALTRETTANTO DEVE ESSERLO CHI CREDE NELLA SCIENZA E NON VUOEL RESTARE SOSPESO IN UNA CONDIZIONE DI NON VITA.
CHIUDO TORNANDO ANCORA UNA VOLTA A ISOCRATE E AL RUOLO DELLA POLITICA. QUESTO GRANDE FILOSOFO GRECO CONTRASTAVA I SOFISTI PERCHE', SECONDO LUI LA RETORICA ERA UN'ARTE MORALE: DOVEVA SERVIRE A FAR FUNZIONARE LA VITA POLITICA E NON SOLO A PREVALERE A PAROLE SUGLI AVVERSARI.
PER ISOCRATE, LA RETORICA DOVEVA BASARSI, NECESSARIAMENTE, SU VALORI MORALI E CIVILI.
IN POCHE PAROLE, ISOCRATE CREDEVA ALLA POLITICA CHE SI BASA SU IMPEGNO, PASSIONE E RISPETTO DEGLI ALTRI.
IO CREDO NEGLI STESSI PRINCIPI. E DA PARLAMENTARE DEL PD, DEVO DIRE CHE MI PIACEREBBE DI PIU' UN PARTITO MENO OSSESSIONATO DALLA TATTICA, MENO OBNUBILATO DALL'OBBLIGO DI CONDURRE SOLO BATTAGLIE VINCENTI, MENO TESO AD ALLEANZE CON QUESTO E QUELLO IN FUNZIONE ANTIBERLUSCONIANA.
MI PIACEREBBE UN PARTITO CHE COMBATTE LE BATTAGLIE IN CUI CREDE, CHE PORTA AVANTI I DIRITTI DI CUI E' CONVINTO, CHE LAVORA A LEGGI CHE RICONOSCANO A TUTTI LE STESSE OPPORTUNITA'.
MI PIACEREBBE CHE IL PD IMPARASSE A RAGIONARE CON IL CUORE. LE INTELLIGENZE PER FARE IL RESTO DEL LAVORO LE HA GIA', MA DA SOLE NON BASTANO E NON BASTERANNO MAI.
“Morale” controcorrente? Alcune riflessioni su giustizia e politica
Troppi in questi ultimi tempi per comodità e conformismo parlano di questione morale, confondendola però con un moralismo strisciante, che fa il paio con l’ andazzo populistico ed intimamente antidemocratico ed illiberale cui ci stiamo pericolosamente abituando.
L’Europa, che così spesso invochiamo, richiama sistematicamente l’Italia per le tante, troppe violazioni di diritti umani, civili e di cittadinanza, connesse non sempre e necessariamente all’azione di un governo e di un Parlamento che hanno perso il senso dell’interesse generale, ma anche alle condizioni con cui viene esercitato il potere giudiziario, alla lunghezza dei tempi processuali, alle invasioni di campo del potere giudiziario nell’agone politico-istituzionale.
Il clima fintamente rivoluzionario determinatosi nell’ultimo ventennio, in conseguenza della crisi della cosiddetta prima repubblica, ha indebolito pericolosamente l’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato, e sopra tutto ha creato un corto circuito tra azione giudiziaria e rappresentanza politica, e quindi, in ultima analisi, tra potere costituito ( spesso in forma corporativa) e democrazia.L’anomalia costituita dall’attuale Presidente del Consiglio, dal suo conflitto di interessi, dalle sue vicende giudiziarie, dalla sua protervia che paralizza politica e giustizia italiana non può giustificare l’abbandono di quella cultura delle garanzie e dell’equilibrio dei poteri che sono fonte costitutiva del riformismo italiano ed europeo, e più profondamente la stessa idea di democrazia dei padri costituenti, come spesso e motivatamente ci ricorda il Presidente della Repubblica.
Se qualcuno pensa che la Politica debba essere posta sotto tutela ( o, peggio, sotto ricatto) , sappia che il passo verso lo svuotamento sostanziale e definitivo del regime democratico sarà conseguente ed immediato.
La risposta che la Politica , e quindi le istituzioni rappresentative , devono dare deve essere alta, di sistema, certo non corporativa ma nemmeno banalmente e conformisticamente rinunciataria.
Non dimentico che Enzo Tortora é stato massacrato dalla superficialità ( accertata giudiziariamente) di un magistrato ed il suo “massacratore” abbia fatto carriera, senza aver dovuto dare conto in alcun modo e ad alcuno della sua condotta professionalmente indecente.
E sono tanti i casi Tortora, spesso frutto di quella certezza di impunità ed irresponsabilità, che costituisce il controsenso più macroscopico in una democrazia fondata sull’equilibrio tra potere e responsabilità. E spesso con la notorietà che si acquista con inchieste non sempre fondate si finisce al parlamento nazionale o europeo…
Finalmente, bene o male, qualcosa si muove nel nostro PD. Dopo (troppo) lunghe discussioni, siamo arrivati alle due soluzioni più evidenti, di buon senso ancor prima che politicamente opportune: la candidatura della Bonino in Lazio e le primarie in Puglia. Sì, è vero, potevamo arrivarci diversamente. Avevamo proposto la Bonino già in novembre. E Boccia non andava presentato in quel modo in Puglia, quasi come condizione assoluta nel nome e nelle modalità imposta dall'UDC e subito da un PD che sta costruendo l'alternativa politica nazionale a PDL e Berlusconi. Questa è stata la percezione, giusta a mio avviso, dei nostri elettori e dell'opinione pubblica. Ora però si andrà alla primarie, il centrosinistra avrà due possibili candidati validi, si deciderà. Rimangono aperte altre questioni, tra queste l'Umbria, in cui dovremmo dire che il tempo della ricreazione è finito e che dato che l'accordo tarda a venire, sarebbe bene che tutti i vari nomi si confrontassero e presentassero i loro programmi e le loro idee per l'Umbria attraverso le primarie. Ma le incertezze, gli errori, le frasi usate in questi passaggi - e anche la foto sul Corriere della sera di oggi di Dalema accanto a Boccia, che diceva molto da sè....- mi hanno fatto molto pensare. E credo che, dopo tutto, confermino il deserto politico in cui ci troviamo in Italia: una destra con un padrone e ormai subordinata alle scelte ideologiche e strategiche della Lega Nord nella sua azione di governo; un centro/UDC che sempre di più rivendica la sua politica da "Prima Repubblica", teorizzando e lavorando per il superamento del bipolarismo (Casini che si confronta a Craxi...); un centrosinistra e un PD che dimostra ancora di più dopo il congresso il bisogno urgente di nuove idee e nuove persone. Perchè le idee continuano a non esserci (le candidature alla regionali sono state di nuovo un totonomi, mentre avremmo bisogno di un totoidee...) e le persone non sono in grado di incarnare quel rinovamento di cui ha bisogno il paese. E' questa una classe dirigente che ha perso le sue battaglie contro le destre, ma è riuscita a vincere, sinora, e a nostre spese, quella dell'autoconservazione e della cooptazione. La battaglia deve continuare, allora, a partire dalle regionali, perchè è evidente che lo spazio politico va conquistato. Per questo, occorrono delle idee forti; perchè ormai alle idee forti l'attuale classe dirigente non riuscirà più a mettere delle barriere. In Umbria, alcuni giovani dirigenti hanno rilanciato proprio il dibattito sulle idee, per ora nel deserto; ma è questo l'unico modo per trovare consensi dentro e fuori il partito, consensi nuovi, freschi, rivolti a costruire il futuro e non a conservare le posizioni passate. Per questo, anche in altre regioni, come in Puglia, attenti a quelle "foto", attenti - "giovani dirigenti" - a non pensare che basti la parola innovazione. perchè l'attuale classe dirigente si sta impossesando anche di quella, in modo gattopardesco ovviamente, perchè ancora una volta tutto rimanga come è ora. Solo con le idee il nostro PD potrà tornare a fare opinione. Oggi si sta limitando a gestire voti tradizionali e clientele. L'unica novità, tattica ma non strategica, è l'apertura all'UDC, ma da sola non basta. Senza idee, il PD rimarrebbe in questo pantano di doppiezza e ipocrisia. Questa battaglia dobbiamo cominciarla dalle regionali, lavorando per vincere, ma facendo soprattutto vincere quelle idee, e quei candidati, che possono permetterci di tornare a parlare ad una società in cui i bisogni si sono frammentati, ritrovando una capacità di rappresentanza che abbiamo perduto. Idee e candidati che ci permettano di recuperare la capacità - persa da gran parte della politica (eccezion fatta forse per la Lega, anche se in negativo...) di leggere esigenze che la società ha ormai già anticipato. Come mi diceva un democratico umbro oggi, mai come oggi agenda politica e agenda sociale si sono scollate, allontanate. Nulla di più concreto delle idee allora, per tornare ad un patto fondamentale con i cittadini. E' molto in salita, le resistenze sono tantissime, io stesso ne devo affrontare ogni giorno. Perchè questi discorsi danno molto fastidio. Perchè la nostra dirigenza ha perso di vista la nozione di interesse generale. Perchè l'Italia ha bisogno di aprire un nuovo ciclo con nuovi interpreti. E il modo in cui la vicenda della regionali è stata ed è gestita mi sembra non faccia che dimostrarlo.
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