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Creata da Insieme per il PD 12 Feb 2011 at 11:36. Aggiornata l'ultima volta da Insieme per il PD 12 Feb 2011.

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INIZIATIVE Partito Democratico

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Forum

Giuseppe Ardizzone

Ribellismo e modernizzazione

Iniziata da Giuseppe Ardizzone in Sociale sabato. 0 Risposte

Accade spesso di vedere ceti e settori sociali, che per anni hanno sopportato un sistema corrotto ed ingiusto, rivoltarsi improvvisamente contro processi di modernizzazione che in qualche modo rompono gli equilibri preesistenti.Spesso questi movimenti sono guidati da ceti politici legati proprio a quella struttura di potere messa in discussione dal processo di cambiamento.Non è raro poi vedere questi fenomeni travalicare, con proposte radicali e ribelliste, i confini della convivenza civile, in nome di un malessere reale, profondamente avvertito, ma di cui non si intravede alcuna soluzione razionale.Potrebbe essere la Vandea o la controrivoluzione tentata della “ guardia bianca” contro la giovane Repubblica Socialista Sovietica o ancora i cortei delle donne del popolo cileno che sbattevano le pentole vuote contro la politica di Allende o Reggio Calabria in rivolta o ancora il malessere della Sicilia attuale e le proteste forti di alcune categorie professionali a testimoniare la sempre possibile terribile saldatura fra esponenti dei poteri messi in discussione dalle politiche di modernizzazione e le masse popolari che vivono impotenti il senso improvviso del loro disagio e della propria disperazione.Il camionista che non riesce a sopravvivere, a causa dei costi esorbitanti e delle difficoltà finanziarie, non finge certo il suo disagio; così come non finge il contadino, i cui prodotti sono sbattuti fuori da un mercato pieno di merci d’importazione a più basso costo.Tutto questo sconta la mancanza di processi di ristrutturazione e modernizzazione mai avvenuti grazie ad una politica arretrata di assistenza protezionistica basata spesso sulla rendita anziché sullo sviluppo della produttività. Il privilegio e l’illegalità diffusa, governata da centri di potere fra i più conservatori possibili, tuttavia funzionavano e facevano dimenticare, nella comune sopravvivenza, il peso della miseria e dell’arretratezza. Quando la pentola viene scoperchiata, tutto va per l’aria e non…Continua

Gabriele Maestri

GIOVANNI BACHELET per INSIEME: L’IMPEGNO DELLA RICERCA E IL PD LAZIO CHE VORREI

Iniziata da Gabriele Maestri in Rubrica: Voci di dentro-interventi dal PD giovedì. 0 Risposte

L’IMPEGNO DELLA RICERCA E IL PD LAZIO CHE VORREI Dovessi spiegare la parola «ricerca», direi che è la combinazione di un approfondimento di quanto hanno fatto gli altri prima di te e l’inseguimento di propri obiettivi originali, un cocktail di conoscenza, competenza e creatività: bisogna essere stati istruiti su risultati metodi e strumenti base di un certo campo, avere un progetto, informarsi sullo “stato dell’arte” (i risultati piú recenti nella direzione specialistica del proprio progetto) e a questo punto mettere in campo proprie idee e intuizioni. L’equilibrio fra creatività e conoscenza, per le cosiddette scienze esatte, si raggiunge intorno ai 30 anni, quando si è appreso abbastanza da non trovarsi a “riscoprire” cose già scoperte, ma prima che la “troppa conoscenza” rischi di spegnere l’entusiasmo creativo; per altre discipline i tempi possono essere diversi, ma il concetto è lo stesso. Per la ricerca occorrono impegno, partecipazione, entusiasmo, protagonismo, messa in gioco di sé stessi, spirito dell’avventura: uno stile di vita opposto a quello delle couch potatoes, che passano la vita sul divano col telecomando in mano a commentare le imprese degli altri. Una volta progettata e abbracciata una buona impresa in cui si crede davvero, come mi hanno insegnato gli scout, l’impegno viene naturale. Questo vale anche nella ricerca: non importa se si deve partire, lasciare la propria città o addirittura l’Italia per realizzarla; conoscere nuovi mondi, anzi, aggiunge fascino all’impresa. Andare all’estero non dovrebbe spaventare: dovremmo preoccuparci semmai di far arrivare cervelli stranieri qui, per uno scambio equo che ci farebbe bene. Per inciso, subito dopo la laurea ho lavorato a lungo all’estero perché, insieme alla riforma universitaria del 1980, furono banditi concorsi riservati ai soli precari del precedente decennio…Continua

Gabriele Maestri

QUESTIONE GIUSTIZIA di Filippo Maltese - 24/01/2012

Iniziata da Gabriele Maestri in Rubrica: QUESTIONE GIUSTIZIA giovedì. 0 Risposte

I costi dell'ingiusta detenzione Quest'edizione di Questione Giustizia vuole essere tutto fuorchè un attacco alla magistratura.Vorrebbe soltanto far emergere che ci sono dei problemi, attestati da incontrovertibili dati statistici, riguardanti l'applicazione della giustizia penale nel nostro paese.Prima di proseguire nella lettura vi invito ad andarea a consultare i dati statistici del ministero dell'economia, che si riferiscono agli anni tra il 2004 e il 2007, relativamente ai risarcimenti per ingiusta detenzione sull'intero territorio nazionale.Ecco il link:http://www.osservatorioantigone.it/upload/images/1356ingiusta_detenzione.pdfDalla tabella  emerge un dato molto chiaro, semplice. Il costo dei risarcimenti per ingiusta detenzione, nell'arco di quattro anni, dal 2004 al 2007, ammonta ad un totale di 212.979.100 euro.La maggior parte dei risarcimenti è dovuta a custodia cautelare sofferta ingiustamente.Ciò vuol dire che non vi erano le condizioni per sottoporre un soggetto alla misura cautelare della custodia in carcere nell'ambito di un procedimento penale, o perchè conclusosi con il proscigolimento dell'imputato, o perchè, anche a seguito di condanna, non vi erano le condizioni per disporre la più gravosa tra le misure cautelari.La restante parte è collegata ai c.d. errori giudiziari, ossia detenzione patita ingiustamente per via di una sentenza di condanna passata in giudicato e successivamente censurata in sede di processo di revisione.Orbene, la circostanza che la parte più rilevante dell'ingiusta detenzione è collegabile alla custodia cautelare, permette di poter affermare che la detenzione prima della definitiva sentenza di condanna potrebbe essere oggetto di un abuso della c.d. carcerazione preventiva.Appare evidente che un problema esiste.Occorrerebbe pensare a meccanismi volti ad impedire che ciò accada per due ordini di motivi.In primo luogo, l'esistenza di…Continua

Gabriele Maestri

L'EXTRAITALIANO di Mahmoud Tosson - 23/01/2012

Iniziata da Gabriele Maestri in Rubrica: L'EXTRAITALIANO giovedì. 0 Risposte

L'ITALIA SONO ANCH'IOSono gli ultimi giorni di passione per la raccolta firme a favore della campagna di civiltà che intende riportare all’attenzione dell’opinione pubblica e del dibattito politico il tema dei diritti di cittadinanza e la possibilità per chiunque nasca o viva in Italia di partecipare alle scelte della comunità di cui fa parte. E era giusto da parte mia ricordare a tutti cosa significa questa campagna per la raccolta di firme per due leggi di iniziativa popolare, una di riforma dell’attuale normativa sulla cittadinanza, l’altra sul diritto di voto alle elezioni amministrativi.I punti principali delle proposte di legge di iniziativa popolare chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente da un anno è ItalianoLa proposta di legge della campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO riguardo i nativi introduce lo ius soli: sono cittadini italiani i nati in Italia che abbiano almeno un genitore legalmente soggiornante, il quale ne faccia richiesta. In secondo luogo prevede che siano Italiani i nati da genitori nati in Italia, a prescindere dalla condizione giuridica di quest’ultimi: un principio che va a risolvere situazioni paradossali di bambini che nascono da adulti nati in Italia e non italiani e riproducono una condizione di limbo ingiustificata, una sorta di apolidia familiare che non può essere in alcun modo accettata.jus soli per minori non nativi e che vanno a scuolaLa proposta di legge della campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO riconosce un diritto per i tantissimi minori che crescono e vivono in Italia da italiani: i bambini e le bambine che, nati in Italia da genitori privi di titolo di soggiorno, o entrati in Italia entro il 10° anno di età, vi abbiano soggiornato legalmente, possono diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni. Un percorso che dà una certezza ai bambini e alle…Continua

Gabriele Maestri

QUOTE PIÙ NORMALI di Gabriele Maestri – 22/01/2012

Iniziata da Gabriele Maestri in Rubrica: QUOTE PIÙ NORMALI giovedì. 0 Risposte

Liberalizzati e scontenti, ma hanno ragione? Alla fine il nuovo decreto è arrivato. Al solito, per qualcuno c’è troppo, per qualcuno c’è troppo poco. Tra le categorie colpite dalle liberalizzazioni, gli scontenti sono moltissimi e sembrano distinguersi a chi minaccia di più.Intendiamoci: non è detto che davvero tutte le misure adottate colpiscano nel segno. Chi scrive non è un abituale frequentatore di taxi e non vive in una grande città, dunque è poco indicato a dire se ci sia bisogno di nuove auto bianche; allo stesso modo, è difficile per chi sta fuori capire quanto possano davvero incidere sui prezzi dei carburanti le nuove previsioni in materia. Qualcosa, tuttavia, deve muoversi e nessuno, proprio nessuno deve sentirsi “al sicuro”. Colpiscono molto le proteste dei professionisti – in particolare degli avvocati e dei notai – secondo i quali l’obbligo di preventivo ai clienti e l’abolizione delle tariffe non porterà necessariamente a una diminuzione dei costi per i cittadini e, anzi, svilirà la qualità del rapporto tra cliente e professionista. Colpiscono in negativo, perché la parte dei poveri tartassati a rischio povertà proprio non la interpretano bene.La professionalità deve essere pagata, ci mancherebbe, ma se a tanti lavoratori più umili (e non è una parolaccia) lo stipendio è stato abbassato senza che potessero eccepire qualcosa, non si vede perché anche a queste persone non debba essere chiesto di adeguare le tariffe (e le loro entrate in generale) al clima più severo che si è abbracciato. Resta solo da vedere quali misure del decreto – compresa la riduzione del periodo di tirocinio a 18 mesi, che non deve piacere affatto agli studi legali avviati – rimarranno in piedi dopo il passaggio parlamentare, anche vista la composizione delle aule ad alto tasso leguleio (a maggio 2011 gli avvocati nelle due Camere erano 134,…Continua

Gabriele Maestri

PROGETTO DEMOCRATICO (fuori sacco) di Giuseppe Ciraolo - 21/01/2012

Iniziata da Gabriele Maestri in Rubrica: PROGETTO DEMOCRATICO giovedì. 0 Risposte

Sapienza, Frati ignora Scienze Politiche Anno nuovo, problemi vecchi alla Sapienza. La riforma voluta dal Governo Berlusconi sta letteralmente strangolando le università pubbliche. Le aule puntualmente non bastano, gli spazi per studiare (da studente o da dottorando) non ci sono, i dipartimenti sono precari, etc. Il caso più emblematico riguarda la facoltà di Scienze Politiche della prima università di Roma, che ancora stenta a uscire da uno stato di empasse che va avanti da tempo dovuta alla situazione poco “ortodossa “ del preside “pensionato”: questa, però, è solo la punta dell’iceberg di un problema che si sta allargando.La facoltà nella quale insegnarono Aldo Moro e Vittorio Bachelet, che deve il suo prestigio alla qualità dei professori avuti , sta letteralmente colando a picco. Lavori iniziati e mai terminati sono ormai una triste normalità, ma può esserci persino di peggio: per vederlo, basta accedere ai servizi igienici, le cui condizioni sono davvero indegne di una qualunque università contemporanea, soprattutto se le tasse d’iscrizione aumentano di anno in anno, producendo un pessimo rapporto qualità-prezzo pessimo.La denuncia arriva anche dagli studenti. Sara Corsi, 21enne studentessa di Relazioni internazionali, parla con rabbia e amarezza: «Trovo assurdo che la facoltà che dovrebbe produrre la nuova classe dirigente rischi di chiudere. Se ci troviamo in questa situazione è senza dubbio perché stiamo pagando gli effetti di una riforma, quella dell’ex ministro Gelmini, mal organizzata, più attenta agli obiettivi di ottimizzazione e modernizzazione che alla realtà effettiva in cui gli studenti vivono ogni giorno. Potremmo appellarci al nuovo ministro dell'istruzione Profumo, ma sappiamo che ora la nostra questione non otterrebbe la priorità che merita, proprio perché c’è la crisi».Picchia duro anche Alessio…Continua

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Note di Sandro Gozi

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