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Augusto Morosi

Primarie Puglia

LR   Associazione LettereRiformiste   Altiero Spinelli        Perugia   Elezioni primarie in Puglia. E’ nato il vero Pd?   Le elezioni primarie nella regione Puglia sono giustamente al vertice dell'…

Iniziata da Augusto Morosi in Insieme per il PD 26 Gen.

Costandino De Sandoli

In Veneto per il PD sara' Bortolussi a sfidare Zaia

.... nonostante la base fosse tutta per Laura Puppato.... http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=33

Taggata: pd, regionali, puppato, bortolussi, veneto

Iniziata da Costandino De Sandoli in Partito Democratico. Ultima risposta di Giuseppe 24 Gen.

Giuseppe

Anche Noi vogliamo Vincere....

Anche noi vogliamo Vincere. Vincere per Cambiare questo paese malato, incancrenito, illiberale, iniquo, dominato da bande e caste disposte a tutto pur di guadagnare fette di potere e soldi dello Stat…

Taggata: Democratico, Partito

Iniziata da Giuseppe in Partito Democratico 24 Gen.

Augusto Morosi

Candidatura Bonino Regione Lazio 2 Risposte 

LR Associazione LettereRiformiste Altiero Spinelli Perugia 2000 battute per Candidatura Emma Bonino nel Lazio La candidatura del Pd per la presidenza del consiglio regionale del Lazio sembra avv…

Iniziata da Augusto Morosi in Insieme per il PD. Ultima risposta di Alessandro Camiz 23 Gen.

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Augusto Morosi

Primarie Puglia

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Note

Benvenuto a Raimono Davide DONZEL

Creata da Giuseppe 16 Mag 2009 at 22:10. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 16 Mag 2009.

Benvenuto Luca Rizzo Nervo

Creata da Giuseppe 23 Apr 2009 at 19:23. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 23 Apr 2009.

Benvenuto al Deputato Sandro Gozi

Creata da Giuseppe 7 Apr 2009 at 10:38. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 7 Apr 2009.

Benvenuto al Deputato Andrea Sarubbi

Creata da Giuseppe 7 Apr 2009 at 10:01. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 7 Apr 2009.

Un benvenuto al Deputato Ileana Argentin

Creata da Giuseppe 2 Apr 2009 at 13:41. Aggiornata l'ultima volta da Giuseppe 3 Apr 2009.

Note di Sandro Gozi

PANEL ORVIETO DIRITTI CIVILI E CITTADINANZA

ITALIANO E' COLUI CHE CONTRIBUISCE ALLA CULTURA ITALIANA.

SE COMINCIO PARAFRASANDO ISOCRATE, MAESTRO NELL'APPLICAZIONE

DELL'ARTE RETORICA ALLA POLITICA, E' PERCHE' SONO QUI PER PARLARE

DEI DIRITTI DELLE PERSONE, DELLE LEGGI CHE LI GARANTISCONO E DELLE

IDEE CHE LI DEFINISCONO.

IN FIN DEI CONTI SONO QUI PER PARLARE DI POLITICA, QUELLA VERA, FATTA

DI IDEE E PASSIONI, DI VALORI CONDIVISI, DI LOTTE CIVILI, DI LAVORO LEGISLATIVO.

CI VOGLIONO TANTE SPINTE, SPIRITUALI, IDEALI E TECNICHE, PER FARE IN MODO CHE I DIRITTI CHE PAIONO SACROSANTI PER IL NOSTRO SENSO MORALE SIANO RICONOSCIUTI A TUTTI I CITTADINI.

CI VOGLIONO CUORE E INTELLIGENZA PER ALLARGARE A TUTTI LA POSSIBILITA'

DI ESERCITARE QUESTI DIRITTI. E PERCIO' SONO PARTICOLARMENTE CONTENTO, OGGI, DI ESSERE QUI INSIEME A STEFANO RODOTA', PADRE DELLA LEGGE SULLA PRIVACY, A BEPPINO ENGLARO E MINA WELBY, CHE HANNO VISSUTO DOLOROSAMENTE, SULLA LORO PELLE E SU QUELLA DELLE PERSONE A LORO PIU' CARE, GLI EFFETTI  DELL'IPOCRISIA ITALIANA IN TEMA DI LIBERTA' DI SCELTA DEI MALATI, E DI PAOLA CONCIA, COLLEGA PARLAMENTARE SEMPRE IN PRIMA LINEA NELLE BATTAGLIE POLITICHE SUI DIRITTI CIVILI.

HO INIZIATO CITANDO UN GRANDE FILOSOFO DELL'ARTE RETORICA, ISOCRATE.

ITALIANO E' COLUI CHE CONTRIBUISCE ALLA CULTURA ITALIANA,  MA ISOCRATE NATURALMENTE PARLAVA AI GRECI

UN FILOSOFO DI DUEMILAQUATTROCENTO ANNI FA CI PORTA GIA' DENTRO IL TEMA

DELLA CITTADINANZA.

IL GOVERNO SOCIALISTA, IN GRECIA, STA PENSANDO DI RENDERE PIU' FACILE IL RICONOSCIMENTO DELLA CITTADINANZA AI FIGLI DI STRANIERI CHE DIVENTANO MAGGIORENNI.

SEMBRA BANALE, NO?

HAI VISSUTO DICIOTTO ANNI DELLA TUA VITA IN GRECIA O IN ITALIA, E QUINDI SEI GRECO O ITALIANO.

EPPURE ANCHE DA NOI, OGGI, QUESTA OVVIETA' E' QUASI FANTASCIENZA.

A MENO CHE UNO NON FACCIA IL CALCIATORE DELL'INTER E SI CHIAMI BALOTELLI, GLI OSTACOLI PER VEDERE RICONOSCIUTA L'APPARTENENZA AL PAESE CHE QUESTE PERSONE SENTONO LORO, PERCHE' CI SONO NATE, PERCHE' PARLANO LA NOSTRA LINGUA, PERCHE' CONOSCONO LA NOSTRA CULTURA MOLTO MEGLIO DI QUELLA DEL PAESE D'ORIGINE DEI GENITORI, SONO SVARIATI E  INNUMEREVOLI.

SONO GLI OSTACOLI CHE L'IPOCRISIA, IL VUOTO LEGISLATIVO E L'ARBITRIO PERMETTONO DI ESERCITARE AI BUROCRATI NOSTRANI.

ORA, VI CHIEDO PER UN MOMENTO DI PORVI QUESTA DOMANDA: COSA STIAMO FACENDO, NEL MOMENTO IN CUI NEGHIAMO DIRITTI ELEMENTARI A RAGAZZI DI DICIOTTO ANNI?

STIAMO FERMANDO L'INVASIONE DEI BARBARI?

DIREI PROPRIO DI NO. I BATTELLI DI DISPERATI SBARCANO TUTTI I GIORNI, SOLO CHE LA TELEVISIONE E' COSI' GENTILE CHE NON CE LI FA VEDERE.

STIAMO DIVIDENDO GLI IMMIGRATI BUONI DA QUELLI CATTIVI, COME PIACE IMMAGINARE ALLA RETORICA DI DESTRA? DIREI ANCORA DI NO.

QUI STIAMO PARLANDO DI PERSONE CHE SI SENTONO ITALIANE A TUTTI GLI EFFETTI. EPPURE FATICANO  AD ESERCITARE IL LORO DIRITTO A VEDERSI RICONOSCIUTE TALI.

E POI STIAMO FACENDO QUALCOSA DI MOLTO PEGGIO. E LO STIAMO FACENDO SOLO A NOI STESSI.

STIAMO NEGANDO A NOI STESSI IL DIRITTO DI ACCOGLIERE FORZE NUOVE, GIA' AMPIAMENTE ASSIMILATE ALLA NOSTRA CULTURA, GIA' ITALIANIZZATE E PIENE DI FORZA E DI VOGLIA DI PARTECIPARE ALLA VITA E ALLA CULTURA DEL NOSTRO PAESE.

STIAMO RINUNCIANDO A FORZA, ENERGIA, IDEE, PERCHE' VORREMMO SELEZIONARE I GIOVANI DA ACCOGLIERE IN ITALIA SECONDO IL PRINCIPIO DEL SANGUE E NON SECONDO QUELLO DEL CUORE, DELLA LOGICA E DELLA CULTURA.

STIAMO FACENDO QUALCOSA DI INUTILE, DI SBAGLIATO, DI MORALMENTE INACCETTABILE E, PEGGIO DI TUTTO, STIAMO FACENDO UNA COSA IDIOTA. COSI COME E’ INACCETTABILEE OTTUSO NEGARE IL DIRITTO DI SCELTA.

Si applica molto bene all’Italia di oggi un passaggio della sentenza della Corte Suprema USA nel famoso caso Nancy Cruzan, del 1978: “…Morire è un fatto personale…I più grandi pericoli per la libertà scaturiscono dall’insidiosa invasione da parte di uomini di zelo, ben intenzionati ma ottusi…”.

Il diritto di scelta non è alternativo alla vita, ma ne è parte integrante e insostituibile. Non c’è vita democratica senza diritto di scelta, e ciò è ancora più vero alla luce dei progressi della scienza. La strategia usata, dalla destra e da una parte della sinistra, di voler far coincidere Vangelo e legge non porta però l’Italia rinuncerebbe  a entrare nella modernità. La tentazione della Chiesa di un arroccamento in chiave conservatrice  è crescente, ma ci porterebbe ad un’epoca precedente al Concilio Vaticano II. Per la Chiesa, ciò comporterebbe il rischio di rinunciare a stare nella storia, a ricevere dall’evoluzione della società le indicazioni e gli stimoli per rileggere il vangelo e di abbandonare il ruolo di formazione delle coscienze. Comporterebbe cioè la rottura con il grande passo in avanti di Giovanni XXIII: “non è l’evangelo che cambia, siamo noi che lo comprendiamo meglio”. Per la politica italiana, significherebbe una forte involuzione, provocata da una divergenza, una vera e propria rottura sui valori di fondo che rende ancora più difficile la reciproca legittimazione tra i diversi schieramenti.

VORREI AGGIUNGERE UNA COSA, A PROPOSITO DI ELUANA E WELBY. SONO STATI CHIARAMENTE USATI DA UNA PARTE DI POLITICI COME UNA SCUSA. COME UN RACCONTO CHE FUNZIONAVA BENE. DAL LORO PUNTO DI VISTA AVEVAMO UNA PERSONA CHE POTEVA TORNARE IN VITA (E L'AUTOPSIA HA POI DIMOSTRATO CHE NON ERA VERO, PERCHE' IL CERVELLO DELLA POVERA ELUANA SI ERA ATROFIZZATO) E CHE VENIVA UCCISA DALLA PROTERVIA DEGLI SCIENZIATI LAICISTI. UN’ALTRA CHE NON VOLEVA PIU’ VIVERE GRAZIE AL SOLO AUSILIO DELLA TECNOLOGIA, QUELLA SOFFERENZA NON LA RITENEVA PIU’ SOPPORTABILE.

ORA, QUESTA BARZELLETTA CI E' STATA AMMANNITA DA VENTISEI CANALI TELEVISIVI CONTEMPORANEAMENTE E QUESTO SEMPLICE FATTO L'HA RESA PLAUSIBILE.

RAGIONAMENTI DEL TUTTO INVEROSIMILI, POICHE' BASATI ESCLUSIVAMENTE SU UNA FEDE CIECA E APRIORISTICA, SONO PASSATI DALLA TV ALLE CASE DEGLI ITALIANI COME SE FOSSERO BASATI SU SOLIDE FONDMANTA LOGICHE E SCIENTIFICHE.

NON SI PUO’ OBBLIGARE QUALCUNO A RESTARE IN ATTESA DI UN PRODIGIO. CHI SE LA SENTE E’ LIBERO DI FARLO. ALTRETTANTO DEVE ESSERLO CHI CREDE NELLA SCIENZA E NON VUOEL RESTARE SOSPESO IN UNA CONDIZIONE DI NON VITA.

CHIUDO TORNANDO ANCORA UNA VOLTA A ISOCRATE E AL RUOLO DELLA POLITICA. QUESTO GRANDE FILOSOFO GRECO CONTRASTAVA I SOFISTI PERCHE', SECONDO LUI LA RETORICA ERA UN'ARTE MORALE: DOVEVA SERVIRE A FAR FUNZIONARE LA VITA POLITICA E NON SOLO A PREVALERE A PAROLE SUGLI AVVERSARI.

PER ISOCRATE, LA RETORICA DOVEVA BASARSI, NECESSARIAMENTE, SU VALORI MORALI E CIVILI.

L'ARTE DELLA PAROLA RICHIEDEVA CULTURA E SI BASAVA SU UN PROGRAMMA EDUCATIVO.

IN POCHE PAROLE, ISOCRATE CREDEVA ALLA POLITICA CHE SI BASA SU IMPEGNO, PASSIONE E RISPETTO  DEGLI ALTRI.

IO CREDO NEGLI STESSI PRINCIPI. E DA PARLAMENTARE DEL PD, DEVO DIRE CHE MI PIACEREBBE DI PIU' UN PARTITO MENO OSSESSIONATO DALLA TATTICA, MENO OBNUBILATO DALL'OBBLIGO DI CONDURRE SOLO BATTAGLIE VINCENTI, MENO TESO AD ALLEANZE CON QUESTO E QUELLO IN FUNZIONE ANTIBERLUSCONIANA.

MI PIACEREBBE UN PARTITO CHE COMBATTE LE BATTAGLIE IN CUI CREDE, CHE PORTA AVANTI I DIRITTI DI CUI E' CONVINTO, CHE LAVORA A LEGGI CHE RICONOSCANO A TUTTI LE STESSE OPPORTUNITA'.

MI PIACEREBBE CHE IL PD IMPARASSE A RAGIONARE CON IL CUORE. LE INTELLIGENZE PER FARE IL RESTO DEL LAVORO LE HA GIA', MA DA SOLE  NON BASTANO E NON BASTERANNO MAI.

Morale controcorrente? Alcune riflessioni su giustizia e politica

“Morale” controcorrente? Alcune riflessioni su giustizia e politica

Il rapporto tra politica e giustizia è un nodo ancora irrisolto.

Troppi in questi ultimi tempi per comodità e conformismo parlano di questione morale, confondendola però con un moralismo strisciante, che fa il paio con l’ andazzo populistico ed intimamente antidemocratico ed illiberale  cui ci stiamo pericolosamente abituando.

L’Europa, che così spesso invochiamo,  richiama sistematicamente l’Italia per le tante, troppe violazioni di diritti umani, civili e di cittadinanza, connesse non sempre e necessariamente all’azione di un governo e di un Parlamento che hanno perso il senso dell’interesse generale, ma anche alle condizioni con cui viene esercitato il potere giudiziario, alla lunghezza dei tempi processuali, alle invasioni di campo del potere giudiziario nell’agone politico-istituzionale.

Il clima fintamente rivoluzionario determinatosi nell’ultimo ventennio, in conseguenza della crisi della cosiddetta prima repubblica, ha indebolito pericolosamente l’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato, e sopra tutto ha creato un corto circuito tra azione giudiziaria e rappresentanza politica, e quindi, in ultima analisi, tra potere costituito ( spesso in forma corporativa) e democrazia.

L’anomalia costituita dall’attuale Presidente del Consiglio, dal suo conflitto di interessi, dalle sue vicende giudiziarie, dalla sua protervia che paralizza politica e giustizia italiana non può giustificare l’abbandono di quella cultura delle garanzie e dell’equilibrio dei poteri che sono fonte costitutiva del riformismo italiano ed europeo, e più profondamente la stessa idea di democrazia dei padri costituenti, come spesso e motivatamente ci ricorda il Presidente della Repubblica.

Se qualcuno pensa che la Politica debba essere posta sotto tutela ( o, peggio, sotto ricatto) , sappia che il passo verso lo svuotamento sostanziale e definitivo del regime democratico sarà conseguente ed immediato.

Sono troppe le coincidenze che nelle ultime settimane ( anzi negli ultimi mesi ed anni) si sono determinate, lasciando prima attoniti, poi dubbiosi.

La risposta che la Politica , e quindi le istituzioni rappresentative , devono dare deve essere alta, di sistema, certo  non corporativa ma nemmeno banalmente e conformisticamente rinunciataria.

Si metta in campo una azione concreta volta a dare definitiva attuazione al principio di responsabilità civile dei magistrati, chiesto a gran voce , con un referendum storico, dai cittadini di questo paese.

Non dimentico che Enzo Tortora é stato massacrato dalla superficialità ( accertata giudiziariamente) di un magistrato ed il suo “massacratore” abbia fatto carriera, senza aver dovuto dare conto in  alcun modo e ad alcuno della sua condotta professionalmente indecente.

E sono tanti i casi Tortora, spesso frutto di quella certezza di impunità ed irresponsabilità, che costituisce il controsenso più macroscopico in una democrazia fondata sull’equilibrio tra potere e responsabilità. E spesso con la notorietà che si acquista con inchieste non sempre fondate si finisce al parlamento nazionale o europeo…

La “questione morale” è una questione centrale, ma che viene prima della politica; è un prerequisito essenziale.  Non diventi allora un feticcio buono per giustificare l’assenza di proposta politica e di capacità di dialogare con la società.Troppo facilmente – per inespresso e malcelato istinto moralistico – molti tra noi , dinanzi ad una inchiesta trovano più semplice rimuovere o condannare anticipatamente, tradendo così lo spirito più profondo dello stato di diritto, che impone alla magistratura inquirente di accertare le accuse e ricercare le prove, anche a favore del soggetto indagato, riservando al magistrato giudicante la valutazione delle prove ed eventualmente condannare.Io invito il PD a rispettare la magistratura, e la sua funzione, ma anche a rispettare il cittadino, che ha tutto il diritto di vedere affermata la sua estraneità ai fatti contestati.La democrazia vive di un delicato equilibrio tra potere e rappresentanza. La democrazia liberale , ancora più avanzata e complessa, introduce quali variabili indipendenti ed irrinunciabili la libertà , la responsabilità, la tutela delle minoranze.Riuscire a far vivere, rinnovato e vivificato, questo spirito, significa svolgere il nostro compito di riformisti.

Nulla di più concreto delle idee

Finalmente, bene o male, qualcosa si muove nel nostro PD. Dopo (troppo) lunghe discussioni, siamo arrivati alle due soluzioni più evidenti, di buon senso ancor prima che politicamente opportune: la candidatura della Bonino in Lazio e le primarie in Puglia. Sì, è vero, potevamo arrivarci diversamente. Avevamo proposto la Bonino già in novembre. E Boccia non andava presentato in quel modo in Puglia, quasi come condizione assoluta nel nome e nelle modalità imposta dall'UDC e subito da un PD che sta costruendo l'alternativa politica nazionale a PDL e Berlusconi.  Questa è stata la percezione, giusta a mio avviso, dei nostri elettori e dell'opinione pubblica. Ora però si andrà alla primarie, il centrosinistra avrà due possibili candidati validi, si deciderà. Rimangono aperte altre questioni, tra queste l'Umbria, in cui dovremmo dire che il tempo della ricreazione è finito e che dato che l'accordo tarda a venire, sarebbe bene che tutti i vari nomi si confrontassero e presentassero i loro programmi e le loro idee per l'Umbria attraverso le primarie. Ma le incertezze, gli errori, le frasi usate in questi passaggi - e anche la foto sul Corriere della sera di oggi di Dalema accanto a Boccia, che diceva molto da sè....- mi hanno fatto molto pensare. E credo che, dopo tutto, confermino il deserto politico in cui ci troviamo in Italia: una destra con un padrone e ormai subordinata alle scelte ideologiche e strategiche della Lega Nord nella sua azione di governo; un centro/UDC che sempre di più rivendica la sua politica da "Prima Repubblica", teorizzando e lavorando per il superamento del bipolarismo (Casini che si confronta a Craxi...); un centrosinistra e un PD che dimostra ancora di più dopo il congresso il bisogno urgente di nuove idee e nuove persone. Perchè le idee continuano a non esserci (le candidature alla regionali sono state di nuovo un totonomi, mentre avremmo bisogno di un totoidee...) e le persone non sono in grado di incarnare quel rinovamento di cui ha bisogno il paese. E' questa una classe dirigente che ha perso le sue battaglie contro le destre, ma è riuscita a vincere, sinora, e a nostre spese, quella dell'autoconservazione e della cooptazione. La battaglia deve continuare, allora, a partire dalle regionali, perchè è evidente che lo spazio politico va conquistato. Per questo, occorrono delle idee forti; perchè ormai alle idee forti l'attuale classe dirigente non riuscirà più a mettere delle barriere. In Umbria, alcuni giovani dirigenti hanno rilanciato proprio il dibattito sulle idee, per ora nel deserto; ma è questo l'unico modo per trovare consensi dentro e fuori il partito, consensi nuovi, freschi, rivolti a costruire il futuro e non a conservare le posizioni passate. Per questo, anche in altre regioni, come in Puglia, attenti a quelle "foto", attenti - "giovani dirigenti" - a non pensare che basti la parola innovazione. perchè l'attuale classe dirigente si sta impossesando anche di quella, in modo gattopardesco ovviamente, perchè ancora una volta tutto rimanga come è ora. Solo con le idee il nostro PD potrà tornare a fare opinione. Oggi si sta limitando a gestire voti tradizionali e clientele. L'unica novità, tattica ma non strategica, è l'apertura all'UDC, ma da sola non basta. Senza idee, il PD rimarrebbe in questo pantano di doppiezza e ipocrisia. Questa battaglia dobbiamo cominciarla dalle regionali, lavorando per vincere, ma facendo  soprattutto vincere quelle idee, e quei candidati, che possono permetterci di tornare a parlare ad una società in cui i bisogni si sono frammentati, ritrovando una capacità di rappresentanza che abbiamo perduto. Idee e candidati che ci permettano di recuperare la capacità - persa da gran parte della politica (eccezion fatta forse per la Lega, anche se in negativo...) di leggere esigenze che la società ha ormai  già anticipato. Come mi  diceva un democratico umbro oggi, mai come oggi agenda politica e agenda sociale si sono scollate, allontanate. Nulla di più concreto delle idee allora, per tornare ad un patto fondamentale con i cittadini. E' molto in salita, le resistenze sono tantissime, io  stesso ne devo affrontare ogni giorno. Perchè questi discorsi danno molto fastidio. Perchè la nostra dirigenza ha perso di vista la nozione di interesse generale. Perchè l'Italia ha bisogno di aprire un nuovo ciclo con nuovi interpreti.  E il modo in cui la vicenda della regionali è stata ed è gestita mi sembra non faccia che dimostrarlo.

 

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